venerdì 21 settembre 2007

Il segreto delle cattedrali gotiche

L'altra sera sentivo dire ad una mia amica:"devo andare a fare un sopralluogo; ma ci credi che i muratori non capiscono i disegni bidimensionali?". Al di là dell'ignoranza del muratore in questione, la questione della trasmissione dell'idea progettuale non è così scontata come si potrebbe credere. Oggi chiunque abbia letto su una rivista i consigli dell'arredatore o abbia, cercando casa, avuto per le mani uno di quei volantini con su disegnata la planimetria dell'appartamento proposto, sa facilmente interpretare quel disegno e ricostruire mentalmente una visione tridimensionale dell'appartamento. E' una cosa banale, eppure nel passato (parlo di secoli fa) non era così: non si conoscevano le regole geometriche per disegnare in assonometria men che meno in prospettiva. Circondati come siamo da immagini fotografiche o disegni computerizzati la cosa ci sembra assurda, ma per cercare di capire come gli antichi interpretassero la realtà, basta pensare a come noi da piccoli disegnavamo. Questo è un disegno classico di una casa fatta da un bimbo piccolo:


Tutti noi abbiamo disegnato qualcosa di simile; non sapendo rendere su carta la tridimensionalità dell'oggetto abbiamo disegnato il fronte e la parte laterale della casa come se fossero sullo stesso piano. Quando a scuola abbiamo appreso i primi rudimenti di disegno abbiamo capito che una corretta prospettiva di una casa andava fatta così:

Ora, se si immagina che gli antichi fossero come noi da bambini, cioè all'oscuro delle tecniche di geometria descrittiva, si capisce come fosse difficile anche per le maestranze dell'epoca interpretare una planimetria e immaginare il suo sviluppo tridimensionale. Eppure si costruiva: gli Egiziani le piramidi, i Greci i templi, i Romani gli acquedotti... Da ritrovamenti si è certi che gli Egiziani conoscessero l'uso delle proiezioni ortogonali e lo stesso Vitruvio, nei suoi tratti intitolati "De architectura" usava come elementi di rappresentazione di edifici le piante ed i prospetti da lui denominati iconografie e ortografie. Se consideriamo il fatto che che proprio il famoso trattato di Vitruvio, scritto tra il 27 e il 23 a.C., fu riscoperto solo nel 1414, si può ipotizzare che molto probabilmente questa conoscenza all'indomani del crollo dell'impero romano, andò perduta e venne conservata solo nei testi conservati e trascritti dai monaci, ma che pochissimi erano in grado di leggere; quanto alla pratica di cantiere è opinione comune che sia Egiziani che Romani facessero uso di modelli, cioè rappresentazioni in piccolo del manufatto. Aggiungiamo anche che c'erano scarsissime conoscenze statiche: oggi ci stupiamo della magnificenza di queste opere, ma dobbiamo renderci conto che quelle che vediamo sono quello che sono rimaste in piedi! I crolli, all'epoca, erano una cosa frequente, normale, persino accettata! Abbiamo notizia di crolli di piramidi o di templi: queste sciagure servivano per correggere le opere successive.

Più difficile è capire che cosa avvenisse negli anni bui tra la caduta dell'impero romano e il Rinascimento: ovviamente si continuava a costruire, pensiamo ad esempio alle cattedrali gotiche del XIII secolo che destano ancor di più la nostra ammirazione se consideriamo che sono state edificate praticamente senza progetto! Anche qui i crolli erano cosa comune; gli architetti più audaci erano quelli francesi, per questo i crolli più memorabili sono avvenuti in Francia: nel 1267 crollò la torre della Cattedrale di Sens; nel 1272 fu la volta della guglia di Saint Bénigne di Digione; il 1284, quando avvenne il crollo della volta della cattedrale di Bauvais, la più alta di tutte, segna il termine della corsa verso l’alto degli architetti francesi. Ancora oggi ci si chiede come avvennisse la comunicazione dell'idea progettuale in cantiere: a quei tempi la mano d’opera era per lo più analfabeta; non esisteva il metro, quello che ogni muratore ha oggi in tasca, o altro sistema unificato per la determinazione delle misure: non è pensabile perciò che si facesse uso di disegni quotati; si usavano ancora i numeri romani, dunque i progettisti non erano nemmeno in grado di calcolare il volume della pietra. Queste considerazioni farebbero pensare che l’architetto comunicasse con le maestranze per mezzo di modelli, come farà due secoli dopo il Brunelleschi. E invece no: i modelli come li intendiamo oggi, a sviluppo cioè tridimensionale, furono utilizzati solo nell’area italiana, e non oltralpe.
Gli architetti delle cattedrali gotiche progettavano con criteri che niente hanno che fare con i nostri: a differenza di quelli rinascimentali trascorrevano tutto il tempo in cantiere. In qualche modo progettavano estemporaneamente, e comunicavano con le maestranze mediante figure geometriche facili da tracciare e riprodurre in tutte le scale: la cosa più importante era esprimere chiaramente il metodo di tracciamento utilizzato. I disegni costruttivi cui gli operai dovevano fare riferimento erano realizzati direttamente in cantiere: in alcune cattedrali ancora oggi si possono vedere, incise nella pietra di basamento, le tracce dei disegni con i quali l’architetto comunicava con le maestranze. A mano a mano che la costruzione procedeva, il disegno che non serviva più veniva abraso dalla pietra, e se ne incideva uno nuovo. Eppure sono convinto che in maniera più o meno intuitiva ed empirica molti mastri avevano imparato i primi rudimenti di geometria descrittiva insieme a precarie considerazioni di statica e che li serbassero gelosamente per tramandarle da padre in figlio. Negli stessi anni Giotto tentava faticosamente di inserire i primi abbozzi di prospettiva nei propri affreschi, è molto probabile che gli stessi approcci vennero effettuati anche da altre persone.

L'organizzazione delle mastranze era molto rigida e basata su una struttura gerarchica. I singoli maestri sceglievano a chi comunicare le proprie conoscenze e le modalità operative, organizzando una scuola che trovava nella bottega il suo spazio di formazione. Si formarono così le corporazioni che assunsero un ruolo di controllo e di protezione del segreto progettuale. Il famoso segreto delle cattedrali gotiche, quindi, ha poco a che spartire con l'esoterismo, ma era, molto probabilmente, legato a conoscenze statiche, descrittive, di materiali che ogni buon muratore serbava gelosamente di generazione in generazione. Soltanto a partire dal Quattrocento italiano la scrittura arriverà a condizionare realmente l’architettura, con la ricomparsa del genere letterario dei trattati. Per questo è molto difficile oggi comprendere le discussioni che avvenivano sui cantieri, le dispute, i contrasti e i dibattiti tra gli architetti, le maestranze, i committenti. La fonte più significativa sono le opere stesse, che si mostrano in grado talvolta di “raccontare” quanto era avvenuto durante i lavori, come le interruzioni di cantiere e i vistosi mutamenti di progetto in corso d’opera.
Oggi nell'epoca dei computer e della realta virtuale, dei render e dei sitemi di photon mapping sembra che il problema di trasmettere la propria idea progettuale sia un problema sorpassato: non è così. Renzo Piano scrive che durante i lavori di costruzione dell'aeroporto di Osaka ebbe enormi problemi per fare capire, agli ingegneri giapponesi un particolare nodo di attacco; risolse il problema costruendo (il padre era un ottimo ebanista) egli stesso un modello in scala 1:1 del nodo!

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mercoledì 12 settembre 2007

Settimana lunga

Il fatto che sia ancora vivo, in discrete condizioni di salute, a piede libero e non abbia (ancora) ucciso nessuno è un fatto che considererei normale, ma che oggi reputo invece molto positivo. Negli ultimi sette giorni si sono accavallate tutta una serie di situazioni, incidenti, incomprensioni di cui sono stato l'unico e indiscusso protagonista e che nemmeno in un film si sarebbero dipanate con più cronometrica precisione. Due premesse: la prima è che non sono mai stato un tipo superstizioso, ma a volte ci sono dei segnali che non andrebbero trascurati (il fatto che mentre nascessi il primario di ginecologia litigasse, in sala travaglio, con l'avvocato dell'ex moglie che chiedeva un aumento di alimenti ne è un esempio...) per cui l'aver notato che il numero di gabbiani scagazzatori sia improvvisamente aumentato e mi assedi fuori del balcone con scene degne de 'Gli uccelli' di Hitchcock era un dettaglio da non trascurare; la seconda è che E., mio amico e coprotagonista di alcune parti dell'intera vicenda, è un caro ragazzo: simpatico, generoso, alla mano, ma tende ad andare facilmente nel panico più totale; quando dico panico intendo PANICO. Per esempio, anni fa, preparando un esame, mi trovai a tarda notte a casa sua a lavora con i nostri portatili; verso le due di notte sentiamo il citofono suonare, E. va a rispondere e io mi affaccio alla finestra: un potente fascio di luce mi abbaglia (E. ora scherza dicendo che quando mi vide sembravo che stessi per essere 'assunto in cielo' !!), faccio segnale di spostare la luce e vedo dei vigili del fuoco, nel frattempo E. torna e mi dice:
E.:"sono i pompieri, dicono che c'è una perdita di gas, in effetti appena ho aperto la porta ho sentito un odore fortissimo; che facciamo?"
io:"non accendere o spegnere luci, svegliamo G. [coinquilino di E. che dormiva nella stanza accanto] e scendiamo"
E.:"O.K."
io:"Mi raccomando, non svegliarlo di botto..."
E.:"Si..."
il mio amico entra in camera di G. e io mi avvio verso l'uscita, quando sento un urlo terrificante
E.:"GGGGGGGG. ... SVEEEGLIATIII ... POOOOMPIERI ... GAAAAS ... EVACUAZIONE!!!"
non ho mai visto una persona vestirsi tanto velocemente e dormire contemporaneamente... Tutto questo perchè siano poi chiare le sue reazioni. Veniamo a noi e vi assicurò che non solo sarò sintetico, ma che ometterò molte cose (tipo che mi hanno fermato alla Feltrinelli accusandomi di essere un taccheggiatore e di aver preso un libercolo da 5 euro, quando ne stavo pagando uno da 40...)

Giovedì

Dopo essere 'sopravvissuto' la sera precedente al concerto di Bregovic, mi sveglio non senza qualche difficoltà alle 7.15; penso che posso dormire ancora una quindicina di minuti, chiudo gli occhi e qualdo li riapro sono già le 8.30! Mi vesto uscendo e decido chissà perchè di prendere un bus: sono inspiegabilmente contento e fiducioso che la settimana andrà benone e decido anche che essendo gli ultimi giorni di un estate per me in effetti mai arrivata ogni sera uscirò a cena fuori per divertirmi un po'. Compro un biglietto per l'autobus, salgo e timbro, poco dopo salgono dei controllori; uno dei due guarda il mio biglietto e fa
controllore:"Lei vuole fare il furbo?"
io:"eh?"
controllore:"Questo biglietto è manomesso"
io:"Guardi, l'ho comprato neanche 5 minuti fa nella tabaccheria all'angolo, possiamo andarci perchè il proprietario mi conosce"
controllore:"No il biglietto è vero, ma lei lo aveva già timbrato e poi cancellato"
io:"Guardi che si sbaglia, nel biglietto non ci sono segni di cancellatura"
nel frattempo chi aveva il biglietto osserva incuriosito, chi non ce lo aveva scappa...
controllore:"Seee come se io fossi stupido; lei ha usato lo spray!"
io:"Che spray?"
controllore:"C'è lo spray che si spruzza sopra e crea una pellicola, si timbra poi si leva e il biglietto torna nuovo"
signore vicino:"Si e che è 007!! LO visto io timbrare e poi quelli senza biglietto se ne sono andati..."
controllore:"Lei stia zitto che intralcia la legge!"
insomma mi fanno scendere, perdo 20 minuti a spiegare che il biglietto è normale li convinco a tornare da quello che me lo ha venduto e notiamo, in base al numero di matrice che ne ha venduto solo un paio dopo di me... me lo ha venduto adesso, come avrei potuto timbrarlo due volte? A malincuore mi lasciano andare, ma si tengono il biglietto e vogliono le mie generalità. Arrivato in ritardissimo, un tipo mi guarda e fa "notte brava eh? Sciupafemmine!". Lo guardo perplesso e lascio andare... Non ho molta fame: pranzo leggero pensando che mi rifarò la sera.Vorrei andare a cinema: Shrek 3 o Siko mi sembrano interessanti, ma sono solo a casa e gli amici vanno invece a vedere gli Avion Travel: Paolo Conte mi alletta, ma ho sonno e non voglio fare tardi ne voglio essere un peso per gli altri; decido di cenare a casa e leggermi un libro che un amico mi ha consigliato "Viaggio al termine della notte" di Celine; vado alla Feltrinelli e, come detto prima, mi accusano di taccheggio, ma la cosa si chiarisce subito e si profondano in scuse, tornato a casa mi accorgo che non ho fatto spesa, troppo stanco per uscire decido di non cenare: il libro è una c@g@t@ cosmica (mi riservo un giudizio meno influenzato dallo stato d'animo attuale :))

Venerdì

Un'amica che da giorni mi tempesta di sms e di telefonate per chiedermi consigli amorosi per riconquistare un amico comune, ha deciso di passare all'azione. I due già erano stati insieme, poi, non ho capito bene perchè, lei ha lasciato lui nello sconforto più totale. Adesso che lui si interessa ad un'altra, lei si è ingelosita e si vuole rifare sotto. Amico di entrambi so che lui è ancora molto preso da lei, ma penso che il comportamento di lei sia semplicemente infantile: sono pressocchè sicuro che una volta rimessosi insieme a lui tempo qualche mese si lasceranno. Le ho consigliato, per il bene di tutti, di desistere, ma non sente ragioni. Lei, tra l'altro ha un carattere molto melodrammatico: urla, litiga, piange, scappa di casa e va a vivere dagli amici per un mese, ma soprattutto scrive, scrive, scrive... riempie quei Moleskine come neanche Hemingway faceva e io sono il suo lettore preferito. Si avete capito bene: non sono io che amo leggere ciò che scrive, ma lei che adora (e mi impone di farlo) che io la legga, possibilmente davanti a lei e ad alta voce. I due il giorno prima sono andati a cena insieme: per parlare, per chiarirsi, ma lui dopo averla riaccompagnata a casa rifiuta di salire e la lascia sbigottita sul marciapiede sottocasa.Dopo numerose insistenze accetto un suo invito fuori: affamato dal giorno precedente accetto, ma una volta arrivato a casa sua la trovo prostrata e stramazzata a letto...
io:"ma che si mangia stasera?"
amica:"nulla; non ho fame e neanche tu!"
io:"veramente ho un po' di fame..."
amica:"bastardo! Tutti così voi uomini: non ti importa che io muoia e mi strugga di dolore tu pensi sempre a mangiare... tra l'altro sei ingrassato un po' di dieta non ti farebbe male..."
io:"beh si, ma stasera deve cominciare la dieta?"
amica:"Ecco! Come lui! Perchè non rimandare a dopodomani quello che può essere fatto domani... Vili... e io... e io..."
io:"e tu che l'hai lasciato?"
amica:"Perchè infierisci? Tu mio fedele amico..."
Insomma una serata passata parlando con la Duse, analizzando, soppesando, vivisezionando ogni singola parola detta, gesto fatto, da lei e da lui
io:"ma tu un'amica, una conoscente a cui sfracellare gli zibibbi con ste cose non c'è l'hai?"
amica:"No le donne si fanno troppe masturbazioni mentali... non ne uscirei viva..."
io:"..."

Sabato
Di quello che è successo sabato ho già scritto in un altro post. Aggiungo solo che non c'è stato verso di convincere quella ragazza che non ero stato io a mettere in giro la storia su una presunta nostra relazione. Sciveva De Andrè "Ma una notizia un po' originale non ha bisogno di alcun giornale come una freccia dall'arco scocca vola veloce di bocca in bocca" e in effetti le battute e le notizie di quel cretino si sono in solo due giorni diffuse, ma ciò che è peggio ingrossate. Talmente tanto che il pomeriggio mi vedo arrivare un figuro che più che un uomo sembrava una armadio 4 stagioni...
bestio:"Sei tu che parla male di mia sorella?"
io:"sei tu quello che lei chiama il mio cucciolotto?"
bestio:"non fai ridere..."
io:"peccato, perchè era l'unica cosa che potevo fare..."
fortunatamente per lui l'intervento di altre persone e la provvidenziale lettura del blog in un Internet Point hanno evitato che il mio sangue macchiasse la sua maglietta super attillata...Decido che le emozioni sono state troppe e rifiuto l'invito di una coppia di amici di andare a vedere la partita da loro (per te che leggi e sai: si sono quelli della bambina ai candelai...): mi ritrovo a casa, da solo, a guardare la tv, con un kebap. Allegria: almeno ho ancora i denti per gustarlo!

Domenica

Dopo essermi alzato e aver cercato invano un bar aperto per fare colazione vado da dei miei amici, uno di loro mi aveva convinto (prima volta nella vita) a scommettere sulla formula uno (5 euro niente di che): Massa vincente. Ovviamente Massa si ritira al decimo giro; gli amici sono anche in fase di dieta depurativa e si scusano per non avermi avvisato: pranzo con una scatoletta di tonno di non so che anno ; nel pomeriggio il mio coinquilino musicista mi chiede tramite sms di aiutarlo con i bagagli alla stazione bus: ha delle valigie e degli strumenti musicali; mi invita alle prove di un concerto che sta preparando con la sua classe di conservatorio per avere un parere sull'acustica. Dopo essermi sorbito 2 ore di strazianti lamenti passiamo da casa e i colleghi musici del mio coinquilino mi propongono di uscire con loro; in verità avevo la mezza intenzione di andare a vedere il concerto di Carmen Consoli con un amica, mando un sms per sapere se già fosse organizzata e mi risponde che stava già andando al concerto, accetto quindi la proposta dei ragazzi e usciamo, sommessamente propongo di andare a mangiare qualcosa, ci dirigiamo verso piazza marina, ma le pizzerie sono chiuse o stracolme. I ragazzi vedendo molta gente andare verso piazza Magione e venendo a sapere da me del concerto della Consoli decidono di andare anche loro. Arrivati al concerto (che non era ancora incominciato) noto la faccia stanca del mio coinquilino
io:"Problemi?"
coinquilino:"e che domani devo prendere un autobus per catania alle 7"
io:"ma se sei arrivato poco fa..."
coinquilino:"ho una prova alle 11 per un altro concerto poi torno per la prova con loro alle 17..."
io:"vabbè dai andiamo, fa nulla..."
coinquilino:"mi spiace, ma senti lui ha la macchina: andiamo a mangiare qualcosa fuori ti offriamo noi; prima però passiamo da casa che A. vorrebbe prestato una 24 ore o uno zaino per il suo maestro"
appena rientrati a casa per prendere un mio zaino, mi telefona la mia amica e mi chiede che stessi facendo e se passavo dal concerto, le dico che venivo da lì e credendo di individuare nella sua voce una punta di delusione, decido di sganciarmi dai ragazzi e ritornare al concerto: non riesco però a mettermi in contatto con lei per avvisarla che sto arrivando e una volta arrivato al concerto mi dice che era ormai sotto il palco e che era difficile uscire dalla calca. E' troppo tardi anche per raggiungere i ragazzi: decido di comprarmi un panino e una bibita e mi vedo una mezz'ora di concerto, sperando che una nuvola alla Fantozzi non si formi sulla mia testa, quindi torno a casa. Il panino con salsiccia ritorna durante la notte più volte a farmi visita: non dormo per nulla...

Lunedì
Mi alzo e con la faccia da zombie esco, prendo un caffè a stomaco vuoto ,ricevo un messaggio dell'amica del concerto che mi fa notare come non ci sia stato modo di vedersi, rispondo che non c'erano problemi di sorta anzi le spiego perchè non mi ero fatto sentire quando eravamo in piazza.
Mi richiama l'amica che sembra la Duse, piangendo: lui non si è fatto più sentire. Cerco di contattarlo per sapere che diavolo è successo, ma risulta irraggiungibile e casa non c'è nessuno. Di pomeriggio lei passa da me e mi allieta il pomeriggio cantando una nenia incompresibile e ascoltando fado con il suo i-pod. Nel tardi pomeriggio mentre mi stordisce con le sue ultime poesie-lettere, cerchiamo di contattare lui, ma non c'è verso: sembra sparito.
io:"ma non è che doveva partire? Sembra strano che non ci siano neanche i genitori"
amica:"no è a casa e mi evita... lui sa che sono qui"
guardo lei, guardo il palazzo, lui abita in complesso residenziale di 7-8 casermoni, nel palazzo più lontano dall'ingresso e noi stiamo suonando ad uno scassatissimo citofono senza telecamera...
amica:"portami a casa, ma leggi questo"
e mi consegna una specie di romanzo in corpo 8.
Ritornato finalmente a casa, telefono alla mia amica del concerto chissà che non voglia andare a cinema? E' impegnata e mi chiede di richiamarla dopo, senonchè vinto dalla stanchezza mi addormento per essere svegliato dalla sua chiamata, nello stato confusionale tipico di uno che si è svegliato di botto capto queste parole:"ero fuori... tuo messaggio... discorso strano... vado a cinema... impegnatissima... ciao"; Marione (il mio unico neurone) mi suggerisce "per stasera niente cinema, torna a dormire", penso che alla fin fine sia un buon consiglio. Mi risveglio alle 3 di notte ancora vestito, affamato e sul mio letto: mi spoglio e torno a dormire, non ho neanche un biscotto da masticare per calmare i morsi della fame e il sonno è popolatato da controllori che mi inseguono con uno spray in mano.

Martedì

alle 8 del mattino mi richiama la Duse...
amica:"hai letto?"
io:"ma tu non le paghi le telefonate?"
amica:"no il tuo numero è gratis"
io:"che culo!"
metto il vivavoce, mi lavo, mi vesto ed esco... lei non ha ancora smesso di parlare ed è inutile che non l'abbia interrotta: sta leggendo il suo romanzo...
io:"R. ti devo lascire..."
amica:"anche tu..."
io:"ti richiamo dopo..."
amica:"E' inutile, non ci sarò più, ho visto una finestra, guardo in giù, i pensieri mi si arrovellano"
io:"abiti al primo piano..."
amica:"stronzo!"
l'amica del concerto risponde al mio messaggio di scuse che ha interpretato come un "j'accuse" sul fatto che non ci si era visto e che non ero stato invitato(?), con un lungo e dettagliato discorso che termina con "So già che sminuirai il tutto dicendo che per te non ci sono problemi, sappi sin da ora che farò finta di crederti!"... indubbiamente io con le donne, almeno in questi giorni, non so comunicare... ripenso al messaggio che avevo inviato e nonostante mi sforzi, non riesco a capire: non ho la forza per rispondere al messaggio, porgo le mie scuse per essermi scusato e spero che almeno quelle non difettino di interpretazione. Mi telefona E.
E.:"Sei vivo?"
io:"Vivo e attivo come un fermento lattico nelle interiora della Marcuzzi!"
E.:"Stasera non prendere impegni che ti porto ad una festa di addio al celbato di un mio amico: regolare, compà! Passo a prenderti alle 9 che poi abbiamo appuntamento con altre persone sotto il muro del cimitero di S. Giuseppe Iato!"
Ora io non sono superstizioso, ma prendere appuntamento vicino un cimitero non è che sia il massimo... la festa si rivela di una tristezza unica: niente cibo, solo birra e 5 diconsi 5 bagascione rumene, brutte, ma talmente brutte che nemmeno 5 uomini travestiti potevano arrivare a tanto... per dirne una avevano si e no 4 denti in 5 e arrancavano al ritmo di "toda joia toda beleza"! Il party era organizzato al primo piano di un baglio/agriturismo molto fuori palermo. Nonostante la festa il locale era pieno di altri mangianti avventori; tentando di raggiungere almeno una pizzetta cerco con noncuranza di dileguarmi, ma vengo bloccato dall'arrivo della sposa e delle fidanzate degli altri invitati (o qualche cameriera ha fatto la spia o conoscono bene i loro polli). Decidiamo che visto l'andazzo e l'ora possiamo dichiarare chiusa la festa. In macchina siamo io, E. e tre delle 5 bagascione (tra l'altro la versione ufficiale fatta alla sposa è che eravamo state noi due a portarle!) a cui diamo un passaggio. Una macchina comincia a seguirci, E. prende di proposito la prima traversa e poi un'altra e così fa la macchina dietro: ci segue. Comincia a farci segno con le luci. Le "ragazze" sono preoccupate
E.:"ma che vuole?"
io:"può essere il tuo amico?"
E.:"Non è la sua macchina"
io:"Accelera un pochetto e non ti fermare tra un po' siamo a Palermo, ma sarà qualcuno che fa la stessa strada"
neanche finito di parlare che la macchina tocca i 180
io:"non esagerare, ci andiamo ad ammazzare"
E.:"CI SEGUE, CI SEGUE"
io:"Non gridare e guarda avanti"
mi giro e vedo le tre "ragazze" terrorizzate, ma non vedo più la macchina
io:"Vedi, non c'è più... magari abbiamo un fanale rotto e c'è lo voleva segnalare"
E.:"NON CAPISCI, HA PRESO UNA PARALLELA PER TAGLIARCI LA STRADA"
io:"Non dire minchiate"
E.:"NON LO HAI CAPITO? E' IL MAGNACCIA DI QUESTE TRE TROIONE IL MIO AMICO NON LO HA PAGATO E LI VUOLE DA NOI"
io:"Ma sei fuori? Non c'è nessuno"
E.:"LA TARGA, HANNO LA TARGA... CI AMMAZZANO... NON HO UNA LIRA... ACCOLTELLANO"
vede una macchina della polizia e si fionda su di loro compiendo un testacoda... risultato?
Multa per guida pericolosa, senza cinture, in 5 con una macchina omologata per 4, stop non funzionanti, domande su perchè avessimo abbordato delle prostitute rumene, non so quanti punti levati; abbiamo dovuto avvisare lo sposo di venire a testimoniare in nostro favore; la macchina? era uno dei camerieri: E. aveva lasciato il cellulare al baglio e glielo volevano riportare...

Mercoledì
Tempo di bilanci:
  • F. non mi parla più e molte sue amiche c'è l'hanno con me: Dio solo sa perchè.
  • I controllori mi hanno telefonato due volte per chiedermi di rispiegare la storia: alla seconda li ho mandati a quel paese minacciando di denunciarli; non si sono fatti ancora sentire.
  • La Duse e lui si sono sentiti; lui era partito per la Francia con il papà che doveva subire una delicata operazione: ecco perchè non era salito a casa di lei (l'aereo poartiva alle 5 del mattino). Tra l'altro lei si è ricordata che lui ne aveva fatto cenno durante la conversazione...
  • La mia amica del concerto sta partendo, ma mi ha appena assicurato che non dovrebbero esserci strascichi.
  • E. mi ha appena invitato per un'altra festa 'da paura': l'ho mandato a cagare!

Ho deciso che prima faccio la spesa per un mese, poi pizza e partita a casa, quindi a nanna: e weekend tra le sicure pareti domestiche (certo se poi l'amica del concerto torna e le va di uscire uno strappo si può fare)!

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martedì 11 settembre 2007

Ricordo


ricordo che ero collegato ad Internet,
ricordo che ricevetti un paio di sms dell'ANSA che mi avvisavano dello schianto,
ricordo che la connessione del mio 56k divenne lentissima,
ricordo che qualche giorno dopo avrei avuto un esame,
ricordo che accesi la tv: trasmettevano sempre le stesse immagini su tutti i canali,
ricordo che mi sembrò un film di Bruce Willis,
ricordo mio fratello che ritornando da fuori mi chiese che film fosse quello che stavamo vedendo,
ricordo che in città in tutti i negozi c'erano delle televisioni portatili accese,
ricordo il crollo,
ricordo che tutti percepimmo che il mondo era cambiato.

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sabato 8 settembre 2007

"Che è sto blogghe che c'è l'hanno tutti?"

Questo post doveva magnificare i Lupini e il loro gusto, ma è successo qualcosa che merita precedenza. Alcuni amici hanno scoperto da un po' di tempo il mio blog e ne sono diventati assidui lettori. Niente di grave, parlo generalmente di me e se cito altre persone resto sempre sul vago censurando nomi e luoghi; la maggior parte degli aneddoti che racconto sono riferiti ad avvenimenti passati e sono selezionati tra quelli che si possono raccontare e chi avuto modo di essere coprotagonista di alcuni di essi sa di che parlo! La cosa buffa è che nessuno mi dice apertamente:'ho letto il tuo blog!'; è una sorta di io-so-che-tu-sai-che-io-so. A volte però non riescono a trattenersi...

amico:"Ti devo raccontare una cosa, però non devi scriverla nel blog... cioè se la scrivi non devi dire che sono io..."
dopo il racconto
amico:"Lo scriverai? Che scriverai? Beh non mi interessa, ma se lo scrivi avvertimi che voglio leggerlo!"

Io per natura ho un carattere riservato e avvenimenti passati scatenati da mie improprie affermazioni, mi hanno convinto della saggezza di un vecchio detto popolare "La megghiu parola è chidda ca nun si rici" (trad.: la migliore parola e quella che non viene detta); quindi in linea di massima non ho scritto, non scrivo e non scriverò mai nel dettaglio di avvenimenti troppo vicini nel tempo. In questo modo se qualcuno si riconoscesse o credesse di avere individuato la persona di cui si parla il tempo trascorso e la mia vaghezza dovrebbero mitigare.

C'è una cosa che non avevo considerato: che qualcuno identificasse la persona sbagliata...

amico:"Allora eri tu l'altra sera al concerto..."
io:"Mi hai visto? C'eri anche tu? Perchè non ti sei avvicinato?"
amico:"Beh non ti ho visto io, ma mia sorella... poi ho letto sul bl... ehm ho capito che dovevi essere tu dopo, dalla descrizione..."

dopo 20 minuti
amico:"Quindi eri tu..."
io:"Non so chi hai visto... comunque io c'ero"

dopo 15 minuti
amico:"Quindi esci con F.?"
io:"No, perchè?"
amico:"C'era anche lei... ho pensato..."
io:"C'eri anche tu! Mica esco con te..."

dopo 10 minuti
amico:"No perchè sembrava proprio lei..."
io:"Ma chi?"
amico:"La ragazza che era con te..."
io:"Io ero con un gruppo di persone: eravamo in quattro, poi in sei e alla fine se ne sono aggiunti altri, comunque F. non faceva parte del gruppo: tra l'altro non siamo mai usciti insieme!"

dopo 5 minuti
amico:"Ma io sono sicuro che fosse lei: l'ho salutata e poi ti si è seduta accanto, poco prima che De Gregori cominciasse a cantare..."
io:"...Ma io non sono andato al concerto di De Gregori, ma a quello di Bregovic: stessa sera posto diverso... ho scritto di un vecchio concerto di De Gregori: mi sa che hai letto male..."
amico:"... Dio mio, e io che prendo in giro F. da ieri... e l'ho detto a tutti..."
io:"Lo sai che sei un cretino vero?"
amico:"si..."
io:"E lo sai che sarai protagonista del prossimo post, vero?"
amico:"devi proprio...?"
io:"Ti rendi conto che la tua cretinaggine merita di essere tramandata ai posteri, vero? E che dovrò spiegare a F. del blog e di quanto sei cretino, vero?"
amico:"Penso di si... almeno non dire che sono andato al concerto con mia sorella piccola e le sue amiche..."
io:"Non infierirei mai!"

Ora visto e considerato che prevedo un aumento di contatti sul blog, ne approfitto per una comunicazione di ordine personale: chi mi invita a mangiare i Lupini? Non li ho mai assaggiati e dicono che sono una meraviglia con la birra; sapete come contattarmi!

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giovedì 6 settembre 2007

Kalashnìkov

uscendo da casa
coinquilino:"Andiamo a cinema?"
io:"Veramente vado ad un concerto: Bregovic."
coinquilino:"Bregovic, Bregovic..."
coinquilino musicista:"Un musicista e compositore molto conosciuto che poche persone hanno realmente ascoltato!"

Un mio precedente post sul mio rapporto con la musica, ha ingenerato nei miei amici e in chi mi frequenta, l'idea che a me la musica non piace: non è così! Semplicemente non sono un esperto, non conosco il nome di tutte le canzoni di un musicista, di conseguenza conosco i musicisti più commerciali e meno quelli più d'elite. Il che non significa che non mi piaccia andare ai concerti; semplicemente capisco poco di musica. Quale migliore occasione di andare a vedere un concerto con chi di musica ne capisce? Il discorso nasce dalle bonarie minaccie di una mia amica che contrariamente a me ascolta musica, a cui avevo prospettato l'idea di andare a vedere insieme il concerto di cui sopra:

amica:"Mercoledì c'è Bregovic"
io:"Un po' triste... beh ci andiamo?"
amica:"Ma che dici? Triste? E' l'unico che riesce a farmi ballare"
io:"OK... ci andiamo?"
amica:"Si però non devi rompermi l'anima se poi ti annoi..."

Devo dire che andare a vedere un concerto con un gruppo di persone che di musica ne capisce, anzi, musicisti essi stessi, è un'esperienza formativa: fermo restando che la mia opinione personale sul valore musicale di Bregovic vale meno di quello che in ambito matematico possa esprimere "Famiglia Cristiana", ero dell'opinione che il nostro, benchè i suoi ritmi siano trascinanti tarantelle balcaniche, sia fondamentalmente triste, ma come mi hanno spiegato, la sua non è 'tristezza' bisogna chiamarla 'ironia macabra'. L'annacamento (=dondolamento del corpo) collettivo che pervade a tratti la piazza non è annacamento, ma è 'lasciarsi pervadere dal ritmo e dall'energia che il compositore trasmette' e soprattutto 'non ballano perchè c'è freddo'. Decisi a non infilarci nella calca abbiamo seguito il tutto da lontano (in fondo i veri melomani sono i loggionisti mi sono detto) e con le mani saldate a due gelate bottiglie di birra non ho potuto lasciarmi pervadere dal ritmo come avrei voluto: combattuto tra il demone selvaggio della musica che mi invogliava a ballare come un derviscio e l'idea che seminare per terra tutta la birra del gruppo che nel frattempo mangiava, non fosse buona cosa, ho scatenato l'ilarità della mia amica: "come portabottiglie sei perfetto!". Da buon seguace della teoria di Fonzie (che ballava ogni canzone come se fosse un lento, indipendentemente dal ritmo) ho fatto notare come il piede destro battesse a tempo di musica: non sono stato convincente! D'altra parte non si finisce mai d'imparare: come la mia amica mi ha fatto puntigliosamente notare 'non è un'unica canzone di 2 ore, sono tante canzoni suonate di seguito', io che non ho l'orecchio allenato non ho compreso questo 'stream of consciousness musicale'. Certo devo ancora imparare che ci sono cose che si possono dire e altre no... e bastato un solo accenno al concerto di qualche giorno prima di Gigi D'Alessio e della Tatangelo per...

io:"ah ma sei andata al concerto di Gigi D'Alessio?"
amica (con sguardo minaccioso):"Stai scherzando?"
sorella amica:"Ma perchè conosci Gigi D'Alessio?"
io (quasi sottovoce):"Si... ma non di persona"
sorella amica (rivolgendosi alla sorella con sguardo di compassione):"Vabbè è naturale..."
amica:"Dio mio..."

Il cantante, per la verità, non ha molto interagito con il pubblico, ma va detto che essendo straniero sconta il problema della lingua: la sua musica parlava per lui. Ora da profano quale io sono, sono convinto che un concerto non consista semplicemente nell'interpretazioni delle canzoni, ma anche in un po' di spettacolo: ricordo un concerto di De Gregori di qualche anno fa in cui l'autore si limitò semplicemente a cantare senza nemmeno salutare! C'è da dire che non amo molto i cantanti che si ergono a profeti o che si prendono molto sul serio, mi fanno sorridere. Mi fanno ricordare quella parodia che Proietti fa di Jacques Brel e della sua "Ne me quitte pas":







Scherzi a parte, mi sono divertito (più per la compagnia che per la musica, ma sto studiando), sicuramente migliorerò nei miei gusti e nelle mie conoscenze musicali , ma per adesso faccio mia la domanda della bimba sentita la stessa sera al concerto, poco dopo l'inizio...

papà:"Allora ti piace?"
bimba:"Si, ma..."
papà:"Che c'è hai fame?"
bimba:"No, ma..."
papà:"Hai sete?"
bimba:"No..."
papà:"Devi andare in bagno? Te l'ho chiesto prima di uscire..."
bimba:"Nooo, ma quando suonano 'La Paranza'? A me quella piace..."

Aggiornamento:
Per rispondere alla domanda "Ma allora cosa ti piace?", beh io da qualche settimana ascolto lei: Beth Ditto dei Gossip, nominata donna più cool del 2006; 120 kg di energia pura nota per concludere i concerti in succinti bikini. Questa è Listen Up (anche se a me piaceva la versione precedente, più lenta e più soft)





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Chi di blog ferisce, di blog...

io:"Ma come si chiamava quello che cantava 'La ragazza di Panema' ?"
coro:"Vinicio Capossela!"

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"Gli Uomini vengono da Marte, le Donne da Venere"

giorni prima
lei:"decidi tu dove andare"
lui:"ok, ma hai qualche preferenza o qualche posto che proprio non ti piace?"
lei:"no, assolutamente: decidi tu che a me va bene qualunque cosa"

sera
lei:"allora hai deciso?"
lui:"Si, quel posto che ti dicevo purtroppo ha il ristorante chiuso..."
lei:"...ok, tanto non mi piaceva..."
lui:"...si... in effetti non pensavo che alcuni potessero essere chiusi, quindi ho fatto un giro di telefonate: M. è aperto e si mangia discret..."
lei:"No per carità li no!... ma decidi tu"
lui:"... beh restano V., ma è lontano dovremmo prendere la macchina..."
lei:"Ma non ci canta quel noto trans? Se a te piace..."
lui:"... allora andiamo alla T. che è aperto ed è qui vicino!"
lei:"... bene, anche se mi ero ripromessa di non andarci più! A proposito convieni che sei un pazzo?"
lui:"..."


più tardi, stessa sera in un pub
lei:"[...]Che posso farci? E' il mio carattere: io so apprezzare i silenzi, le pause..."
(pausa di silenzio di 4 secondi)
lei:"Che hai? Perchè questo silenzio?"

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sabato 1 settembre 2007

"A casa mia siamo tutte un po' streghe"


Giorni prima
lui:"Ma allora partite?"
lei:"Si e di prima mattina, però secondo me pioverà!"
lui:"Ma se c'è un caldo bestiale! Non piove da Marzo!"
lei:"Ti dico che piove, lo sento: a casa mia le donne siamo tutte un po' streghe... quindi stai attento!"
lui:"Ok, beh ma allora la sera prima usciamo?"
lei:"Va bene: decidi tu dove andare"

quella sera, mentre l'aspettava, notò che dopo 3 mesi di siccità, calura al di sopra di ogni immaginazione e incendi vari, stava cominciando a piovere...

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sabato 25 agosto 2007

Fattore K


Sono stato indeciso fino alla fine su come titolare questo post: la scelta era tra 'Fattore K', 'Chi di fotomontaggio ferisce di fotomontaggio perisce', 'I nuovi mostri'... Le gemelline Cappa, cugine della povera Chiara, la ragazza assassinata a Pavia qualche settimana fa, sono il nuovo oggetto di discussione mediatico della nostra TV (insieme alle dimensioni del pistolone di Luca Cordero di Montezemolo!). Lanciatesi nel turbine mediatico sorto attorno all’omicidio di Chiara: si mostrarono affrante, ma truccatissime e ben in posa davanti all'obbiettivo con tanto di fotomontaggio, ritraente le due gemelle e la povera Chiara, in bella vista. Senonchè il loro macabro tentativo di lucrare fama sulla sorte della cugina si è ritorto contro. Anzi il contrappasso ha trasceso i confini delle malizie e delle moralizzazioni giornalistiche, per approdare al palcoscenico ancora più feroce e privo di scrupoli di Internet. Qui potete trovare un intero blog dove Stefania e Paola sono al centro di fotomontaggi amatoriali (come quello da loro commissionato per farle apparire insieme alla cugina scomparsa) che le vedono ritratte di fianco a morti eccellenti della storia, come Benito Mussolini a testa in giù in piazzale Loreto, oppure sorridenti in uno scenario da strage, di fianco a un uomo disperato che porta in braccio un bambino ferito. L’idea nasce come vera e propria gara a chi riesce a realizzare il fotomontaggio più divertente e provocatorio. Qualcuno sceglie strade più soft e infila Stefania e Paola insieme a Harry Potter e Hermione Granger, o di fianco a un personaggio di Guerre Stellari con una mano tesa a palpeggiare il seno di una delle ragazze. Qualcun altro insiste con le allusioni mettendo di fianco alle gemelle sorridenti la mamma di Cogne, Annamaria Franzoni (commento al vetriolo: “Aggiungici dietro Erika e hai fatto il non plus ultra dei parenti che non vorresti mai avere vicino”), in un’altra foto le due sono di fianco a un giovanissimo kamikaze. E ironia della sorte, al di là del gusto e del tatto, a livello tecnico quasi tutti i fotomontaggi con protagoniste le due gemelle sono amatoriali ma realizzati in modo impeccabile, ben altra qualità rispetto al taglia e cuci grafico che ha messo alle berlina le “Veline funebri” in paese.

L'interesse mediatico mostrato nei confronti delle gemelle (perfino Corona è andato a cercarle!) sta dando il massimo di se nelle sempre sobrie edizioni di Studio Aperto: i cugini di Lucignolo (quella trasmissione in cui tra una chiappa di Melita e un servizio porno-soft generico si pubblicizza una guida ai locali chiamata 'Bella Vita') sotto lo sguardo spiritato di un'annunciatrice dal look alla Cleopatra, mandano in onda servizi su servizi sulle gemelle; francamente più che disgusto (dopo Cogne siamo ormai tutti vaccinati) la vicenda mi fa per l'ennesima volta pensare: a me le gemelline fanno solo pietà e mi sembrano piuttosto patetiche, soprattutto quella che cammina con le stampelle a causa di una gamba divorata dall'anoressia, e di loro non è che me ne freghi granchè; anzi come me, la maggior parte di persone che conosco, ne pensa sì tutto il male possibile, ma ha altri pensieri, altre priorità, perchè quindi tutto questo risalto? Forse abbiamo bisogno di qualcuno che sia facile da additare come mostro? Forse i tg non hanno di che parlare in queste ore? O è solo giornalismo? Una delle due sorelle ha deciso di ricoverarsi al San Raffaele per seguire una 'terapia del sonno'... scommettiamo che diventerà di moda?

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mercoledì 22 agosto 2007

Signori si nasce

Adam Levine cantante del gruppo americano dei Maroon 5, si è espresso così, sulla rivista russa Exile, parlando della sua ex ragazza, la famosa tennista Maria Sharapova: "Maria? A letto è un vero disastro; altro che gridolini. Sotto le coperte stava ferma e muta!" e continua "Ci sono rimasto malissimo la prima volta che abbiamo fatto l'amore. E' bellissima e come tanti ragazzi sognavo di fare sesso insieme a lei. Ma appena abbiamo cominciato sono rimasto deluso. Se provavo a dire qualcosa lei si arrabbiava, è rimasta ferma e zitta durante ogni rapporto che abbiamo avuto". "Ho dovuto prendere un antidepressivo per un mese per quanto mi sentivo giù. E' stato peggio di quando ho scoperto che Babbo Natale non esisteva".

Ora io non sapevo nemmeno dell'esistenza di un gruppo musicale chiamato Maroon 5 (conosco invece la Sharapova e credo che questo valga per il 90% della popolazione mondiale) , amiche bene informate mi dicono anche che il cafone di cui sopra è pure sospettato di essere gaio; dico io: uno che mi cade in depressione perchè ha scoperto che Babbo Natale non esiste e che si faceva cazziare a letto da una ragazzina più piccola di lui che conversazioni affascinanti avrebbe mai potuto tenere a letto... immagino che la poveretta pretendesse il silenzio per sognare con calma che accanto a lei ci fosse qualcun'altro... Maria, se mai mi dovessi leggere: io a letto non parlo, non sono geloso se nel mentre pensi ad un altro e soprattutto non ho mai creduto a Babbo Natale; tienimi in considerazione!

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How to test a chess engine?

[Update: you can find a new version of this post on www.mizarchessengine.com ]



Many of you have mailed me to say thank you about this column. Thank you too! But there's a better way to say "Thanks" by adding a link to this blog in your blog/website

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mercoledì 8 agosto 2007

Tesoro, dobbiamo parlare...

Diciamoci la verità: nell'era della comunicazione globale la comunità maschile è stata sconfitta sotto ogni punto di vista. I libri della Kinsella, Bridget Jones, Sex & the City... quanti sono i libri, i film o i comici che mettono in ridicolo i difetti di noi uomini? Basta dare un'occhiata in TV: quanti comici, da Geppi Gucciari a Sconsolata, ci mostrano le nostre 'mancanze'? Quanti blog sono ispirati al diario di Bridget Jones? E gli uomini? Nulla, anche le battute sulle donne sono ormai trite e ritrite: non sanno guidare, il si vuol dire no, hanno un difficile rapporto con la tecnologia... Mi chiedo perchè?
Le ipotesi che ho formulato sono tre:

  • Nonostante tutto, le donne hanno un fortissimo complesso di inferiorità nei nostri confronti: le battute sull'universo maschile sono una forma di rivalsa e richiestissime (l'ironia più acida è sempre rivolta contro chi rappresenta il potere, pensate alle battute sui carabinieri), quindi un grosso businness. Considerando che il 90% dei top manager sono tutti uomini: siamo abbastanza cinici da lucrare sui nostri difetti!
  • Agli uomini non frega nulla di conoscere le donne se non nel senso biblico del termine e hai voglia di dire che l'uomo è in crisi: basta aspettare il momento giusto e una che te la da la trovi (teoria del se anche l'ultimo dei cani randagi tromba, non vedo perchè non dovrebbe accadere anche a te)! Il fatto che ci siano tutti questi luoghi comuni sugli uomini ti aiuta a mollarle quando vuoi: "Lo sapevo, voi uomini siete tutti uguali!"... non devi nemmeno trovare una scusa!
  • Al di là di tutto, la maggior parte delle donne che nei propri blog, libri o altro parla e sparla di uomini, non rinuncia a cercarne uno: nei blog si alternano post con sentiti 'vaffa', ad altri con 'mi sento sola', ad altri con 'sogno ad occhi aperti: ho conosciuto un ragazzo stupendo, diverso da tutti gli altri', a 'ci siamo lasciati', a 'sto uscendo con un altro'; in pratica gira che ti gira alla fine tornano: chi te lo fa fare di agitarti a capirle se loro stesse non riescono a farlo?

Eppure spunti di discussione ce ne sarebbero diversi...
Ieri pomeriggio, ritornando a casa, mi sento chiamare; dall'altro lato della strada ci sono tre ragazzi: ne riconosco uno, un vecchio amico. Mi fermo, ci salutiamo e mi presenta i due suoi colleghi: sono a Palermo perchè devono comprare dei computer per l'azienda in cui lavorano e ora stanno passeggiando. Sono solo a casa e non mi va di rientrare, del resto è troppo presto per cenare, propongo una brioche con gelato. Ci sediamo ad un bar e chiedo della sua ragazza...
amico:"Con L. ci siamo lasciati; sono 4 mesi ormai..."
io:"scusa non lo sapevo proprio; perdonami non avrei chiesto..."
amico:"No, figurati; sono fatalista doveva andare così..."
collega1:"Dai non pensarci più te la sei levata di torno quella psicopatica..."
amico (sorridendo amaramente):"Mi ha lasciato lei, per la verità: se ne è uscita con un tu mi ami troppo!"
io:"prego?"
i colleghi cominciano a ridere sommessamente
amico:"Una sera mi fa: dobbiamo parlare..."
collega2:"E già li avresti dovuto capire... il 'dobbiamo parlare' è un indizio che c'è qualcosa che non va... in te! "
amico:"Insomma: io con te sto bene, tu mi vuoi bene, ma non ti confronti con me, se faccio una stupidaggine mi scusi; io ho bisogno di una persona dura, che mi sappia tenere testa che mi schiaffeggi se occorre... tu sei troppo buono, mi ami troppo..."
io:"ma tu niente le hai detto?"
collega2:"digli che hai fatto..."
amico:"Ero stupito, ferito, lei mi diceva che aveva bisogno di un uomo che la schiaffeggiasse quando occorre e io... l'ho schiaffeggiata!"
io:"Dai non ci credo, sembra una barzelletta..."
collega1:"Non è finita... vai avanti..."
amico:"Lei è rimasta sbigottita, poi si è messa a piangere e mi ha urlato che ero un violento, di andarmene e di non farmi vedere mai più; lo sai che mi ha denunziato per percosse? Io che sono pure obiettore di coscienza..."
collega1:"Ed è tutto vero... il maresciallo dei carabinieri stava morendo dalle risate: ha cercato di ricomporre, ma non c'è stato nulla da fare ha dovuto protocollare la denuncia"
io:"ma c'era un'altro?"
amico:"forse, ma credo che ora che è libera quello l'ha mollata! Comunque il nostro è un rapporto che ha conosciuto alti e bassi..."
collega2:"Si è lei se li è fatti tutti secondo me..."
per evitare maggiori imbarazzi all'amico ognuno comincia a parlare delle proprie esperienze negative...
collega1:"...che poi se ne escono con la scusa che noi non comunichiamo e loro? Parlano per sottintesi; dico io... se volete qualcosa, chiedetelo. I sottintesi sottili non funzionano. I sottintesi forti non funzionano. I sottintesi ovvi non funzionano: semplicemente... ditelo!"
io:"E quando ti chiedono a che pensi?"
amico:"Come se volessero realmente parlare di sesso, sport o politica! Però guai se dici che non pensi a niente: significa che pensi ad un'altra!"
collega2:"E quelle che ti dicono '6 mesi fa hai detto che'...Le mie affermazioni hanno una validità massima di 7 giorni: non sono una crema anticellulite!"
collega1:"Quella che ti dice che lei è un tipo indipendente, ma guai se non offri e stanno bene attente a non offrire..."
io:"Poi hanno l'innata capacità di selezionare la bibita o il piatto più orrido al prezzo più alto che loro non finiscono, ma non puoi nemmeno terminare tu!"
collega2:"Vero! E le brutte figure con il cameriere? Quando cominciano a farsi spiegare un piatto e appena sentono besciamella subito 'no che schifo!', una volta una mia ex chiese al cameriere se nell'aragosta bollita ci mettessero la besciamella; ovviamente il cameriere rispose di no e lei ordinò: dopo 5 minuti non si fece portare la maionese perchè era troppo scipito??"
io:"Devono mantenere la linea, dai poi alla fin fine fa piacere pure a te se la tua compagna cura il proprio aspetto"
collega1:"Si ma quando ti chiedono 'sono grassa?' tu che rispondi?"
io:"Lì è un problema... non vogliono una risposta e nemmeno essere rassicurate. Vogliono sapere che tu pensi ciò che loro stanno pensando in quel momento..."
amico:"Già come quando ti chiedono di fare una cosa: significa falla come la voglio che sia fatta, per cui se la fai a modo tuo non va bene, ma non ti dicono come farla, devi intuirla!"
io:"Più che intuito dovremmo avere poteri paranormali. Tipo quando le vedi tristi e chiedi: 'qualcosa non va?' e loro 'niente'. Ora tu che faresti?"
collega2:"Ritornerei a farmi i fatti miei. Ognuno ha momenti di scazzo, poi passano, ma loro..."
io:"...loro no! Devi insistere per tirarle fuori l'ennesima paranoia che 9 su 10 sei stato tu a provocare dicendo qualcosa di assolutamente insignificante, ma che lei ha stravolto e travisato e quando dici che non ti ricordi nemmeno di averlo detto, lei ti guarda, sorride e ti spara:'certo, perchè sei superficiale!' "

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domenica 5 agosto 2007

Tacet!


Quando una mia amica ieri mi diceva che si stava esercitando con la chitarra, mi ha fatto venire in mente il mio difficile rapporto con la musica, simile a quello dell'Albertone nazionale. Non ho mai avuto un cantante preferito (beh mi piacciono Sting e i Genesis), non conosco a memoria le canzoni, non sono informato su vita, morte e miracoli dei cantanti di cui ascolto qualche canzone. Quel poco di educazione musicale che ho, la devo alla professoressa di musica di scuola media che mi fece conoscere la storia della musica e mi insegnò, tramite l'ascolto, che un'opera di musica classica può "raccontare" una storia (ricordo ancora le spiegazioni delle 4 stagioni di Vivaldi o dei Concerti Brandeburghesi...). Devo dire che la cosa mi appassionava, eppure non ho mai avuto la costanza per seguire un gruppo o un cantante, collezionandone la discografia; anche dei più famosi: Vasco Rossi, Zucchero, De Andrè, Dalla... conosco solo le canzoni principali; per quanto riguarda gruppi più di "nicchia" o cantautori meno conosciuti dalle masse sono tabula rasa; cosa che mi ha fatto fare anche figure barbine tipo...
amico: "Mi hanno dato dei CD di Vinicio Capossela; me li potresti masterizzare che il mio masterizzatore è rotto? Ti do i Cd vergini..."
io:"Certo figurati..."
amico:"Ovviamente fattene una copia pure tu..."
io:"No sai, non mi piace la musica brasiliana!"
amico:"ehm...Capossela non è brasiliano..."
io:"..."
Se la situazione è drammatica, per la musica ascoltata, figurarsi per quella suonata: ho sempre desiderato imparare a suonare uno strumento, ma, credetemi non c'è stato verso! Mia madre quando ero piccolo (sei o sette anni) decise di mandarmi a scuola di pianoforte: l'insegnate era una vecchia megera che abitava vicino casa nostra. Nella sua casa museo, vestita come l'ultima dei Salina e con un'acconciatura modello "Rita Levi Montalcini", stava sprofondata nella sua poltrona: quando mi vide la prima volta, mi indico con un dito il piano e disse...
megera:"Cos'è quello?"
io:"Un pianoforte?"
megera (indicando un tasto della tastiera):"No ho detto quello..."
io:"Un pulsante!"
megera:"NO! E' un 'DO'!"
si avvicinò e suono l'inizio della quinta sinfonia di Beethoven e rivolgendosi a me esclamò...
megera:"Qui inizia la musica!"
e io pensai "E qui finisce..."
megera (scrivendo su un pentagramma):"questa è una croma, vale 4/4, e indica il do: solfeggia con me DO...O...O...O"
ovviamente, non ritornai più! Anni dopo, i miei zii mi regalarono una chitarra; quasi adolescente, ero eccitatissimo: la chitarra era lo strumento principe dell'acchiappo e dei falò. Avete presente quando Tom progetta una trappola per Jerry? Ecco con la stessa espressione di trionfo nella mia giovane mente si visualizzò la seguente relazione

CHITARRA+LEZIONI+(IMAGINE,YESTERDAY...)+FALO'+RAGAZZE = SI TROMBA!

(E se voi a 13-14 anni avevate pensieri diversi dal trombare, state mentendo a voi stessi!;)). Mia zia mi presentò un suo collega che sapeva suonare e che era disposto a darmi lezioni...
maestro:"questa è una croma, vale 4/4, e indica il do: solfeggia con me DO...O...O...O"
io (tra me e me):"Eccheca##o!"
Feci un mese di lezioni, ma presi in mano la chitarra due volte. La mia pazienza giunse al limite e abbandonai: in seguito ho prestato la mia chitarra a due compagni di scuola e al fratello di un terzo... tutti è tre hanno imparato a suonare con la mia chitarra!!
Le circostanze della vita mi hanno portato a coabitare e frequentare persone che non soltanto erano grandissime appossionate di musica, ma spesso erano musicisti essi stessi; per non parlare delle ragazze che vuoi o non vuoi hanno sempre il cantante preferito a cui fanno riferimento nei momenti di struggimento e che non possono perdersi il concerto: ne loro, ne le amiche...
ex ragazza:"Non c'è niente da fare la sera..." (trad.: Ho una idea per il prossimo venerdì)
io:"Ma si d'estate non fanno nulla" (trad.: Ma si d'estate non fanno nulla)
ex ragazza:"Venerdì c'è Antonacci" (trad.: Vorrei andare al concerto di Antonacci, prendi i biglietti)
io:"Ah si? Vuoi andarci?" (trad.: Ah si? Vuoi andarci?)
ex ragazza:"Tu?" (trad.: Ti prego, ti prego, ti prego; compra i biglietti che poi...)
io:"Ok... quanti biglietti?" (trad.: Quante cariatidi che chiami amiche mi dovrò sorbire scosciate, sudate, urlanti e in cerca di maschi?)
ex ragazza:"Beh almeno cinque: Io, tu, Amica1, Amica2, Amica3... devo chiedere ad Amica4" (trad.: Beh almeno cinque: Io, tu, le tre parche tutte insieme altrimenti se non ne invitiamo una si sbranano tra loro, poi devo chiedere a quella che è stata, secondo me, cornificata da Amica2 se lo ha capito e se se la sente di venire)
presi i biglietti, ci sentiamo via sms...
io:"A che ora ci vediamo?"
ex ragazza:"Siamo tutte qua, i cancelli aprono alle 6, qui sotto alle 5.30" (trad.: Abbiamo dormito tutte insieme, spettegolando di tutti da Dio in giù e strafogandoci di ogni cosa ci fosse nel frigo: Amica1 ha vomitato l'anima, Amica2 ascolta i cd di Antonacci e piange, Amica3 e Amica4 si stanno restaurando con una maschera alla papaya, fai con comodo, per le 8 siamo presentabili se Amica1 smette di vomitare...)

Per la cronaca Amica4 scopri che Amica2 aveva mire sullo stesso ragazzo; Amica1 detta anche "quanto fai al litro?" fu recuperata alla fine del concerto rincoglionita e senza perizoma; Amica3 che mi stava troppo appiccicata non uscì più con noi...

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giovedì 2 agosto 2007

Pensarci prima?

Non sono un profeta, e nemmeno un guru, ma era semplicemente la naturale evoluzione... certo a pensarci prima non sarebbero nelle condizioni in cui sono adesso:

Warwick Light, responsabile alle vendite e al marketing di Sony Computer Entertainment New Zealand, ha recentemente confermato al sito neozelandese The Press che PlayStation 3 nel prossimo futuro si adatterà alle necessità digitali dei consumatori, trasformando quella che è attualmente una console da gioco e riproduttore multimediale in alta definizione in un oggetto ancora più complesso. Secondo quanto rivelato da Light, infatti, Sony potrebbe rilasciare nel corso del 2008 un accessorio che possa trasformare PlayStation 3 in un ricevitore per TV digitale in grado di registrare su hard disk i contenuti trasmessi. The Press scrive infatti sulla base delle parole di Light "Speriamo anche per il prossimo anno di rilasciare un sintonizzatore digitale per PlayStation 3, per trasformarla in un TV recorder programmabile".Il lancio sarebbe previsto contemporaneamente al servizio Freeview, confermato in Nuova Zelanda a partire dal marzo 2008.

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E se lo dice Elton John...


Sull'edizione online del Corriere della Sera, si può trovare e partecipare a questo interessantissimo sondaggio. Non mi sorprende che la prima sciocchezza che dica un cantante venga ripresa e lo stesso giudicato un metr-a-pansè; non mi sorprende che nessuno si sia posto il problema dell'impossibilità della cosa; non mi sorprende che il corriere gli dedichi un sondaggio, ma le 5763 (cioè il 46,1% di 12501) persone che erano online e hanno votato "sono d'accordo" si! Quando si dice coerenza! Mah...

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