sabato 1 dicembre 2007

Come non detto...


Ricordate quando dicevo che a nessuno era venuto in mente di fare chiasso per lo spot della Red Bull? Mi sbagliavo...
"Il nuovo spot della Red Bull è blasfemo", parola di Don Marco Damanti. Il
parroco di Menfi sta "tarpando le ali" all'energy drink che, da anni, martella
tutti con le sue campagne pubblicitarie. La pubblicità, ideata dalla Kastner
& Partner, irriderebbe la religione cristiana, proponedo non tre re magi, ma
quattro. L'ultimo con la bevanda in mano. Il prete ha inviato una mail
all'azienda, chiedendo che lo spot venisse subito sospeso. Il brand ha risposto,
sottolineando le benevole intenzioni del messaggio comunicativo e confermando
l'impegno a censurare la campagna pubblicitaria. [TGcom.it]
Forse ha ragione il Pastore Tedesco: l'illuminismo ha fallito...

3 commenti:

  1. beh bisognerebbe distinguere le due cose..altrimenti si rischia di non poter più aprire bocca senza rischiare di ledere la sensibilità di qualcuno..

    http://segreteriatelefonica.splinder.com/

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  2. Probabilmente sto per dire una caz...ta ma ho l'impressione che ormai cristinesimo e islamismo siano state talmente tanto svuotate di contenuti da diventare uno spauracchio su cui riversare bigottismo(che per me significa solo una paura fot...ta di accettare la diversità) e consumismo.
    Non so se sia peggio lo spot della Red Bull che almeno ci ricorda per cosa si dovrebbe festeggiare il Natale, oppure gli altri spot che inneggiano in tutte le salse il messaggio Natale=regali cioè Natale=spendere soldi.
    Personalmente non condanno la Red Bull per questo motivo. Condanno invece gli altri marchi che continuano in modo subdolo a perpetrare l'idea che il Natale sia associato a una necessaria impennata del consumismo. E così si finisce per sentirsi "cristiani" di serie b se sotto l'albero non ci sono regali di almeno 50€ l'uno.
    Però pensiamo un momento come sarebbe il Natale senza la calca ai negozi, senza la curiosità del "cosa mi avrà regalato". Immaginiamo come potrebbe essere il Natale senza le bische clandestine/autorizzate nelle nostre case a dicembre, senza i cenoni e i pranzoni che ci condannano a una severa dieta post-natale. Cosa resta? Voglio dire cosa resta a ciascuno di noi del Natale? Resta che non ci ricordiamo più del perchè festeggiamo, intendo a livello strettamente personale. Se poi aggiungiamo il fatto che per le feste ci si ricorda dei parenti e durante il resto dell'anno no, dando adito quindi a ipocrite dimostrazioni di affetto durante le riunioni natalizie, ne convengo che la situazione è altamente drammatica. E non è certo colpa della Red Bull.

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  3. @ciambella: dovremmo sapere ridere di noi stessi e delle nostre idee. Certo quando mi rispondono che l'occidente è però troppo remissivo nei confronti dell'oriente ho pochi argomenti con cui ontrobattere...

    @manuela: concordo con te pressocchè su tutto; ma qui il tem è la capacità di ridere su temi religiosi. Cosa che avviene in occidente (fino a ieri sera la pubblicità era su schermo e tutta sta caciara fa solo bene al marketing della red bull; non sai quanta gente è arrivata su questo blog digitando su google "magi spot red bull"!) meno in oriente; anche se in oriente vi sono pensatori laici il cui pensiero è però poco pubblicizzato dai media. Anche da quelli occidentali.

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