"Uno zibaldone è un gran calderone di scrittura ancora fumante nel quale si ripone il materiale frammentario della propria ricerca, che è innanzitutto ricerca di uno stile, di un ordine, di una disciplina. Uno zibaldone è per sua natura impensato, lo scrittore non sa mai quello che gli capiterà di incontrare sul suo cammino, in quali meraviglie si imbatterà, di che cosa si stupirà."
Abbiamo un nuovo coinquilino... coinquilino musicista: "ma com'è il nuovo coinquilino?" io: "ehm... molto... diciamo... raffinato..." coinquilinomusicista: "ah, ma da cosa lo deduci?" io: "beh a parte il poster della Carrà, cominciamo col dire che si è presentato con le riviste della collezione completa di Gianni Versace catalogate per anno..." coinquilinomusicista: "ah... beh ma credo che sia iscritto al DAMS, sarà il corso monografico!"
vicina: "Vi hanno svaligiato? davvero?" io: "Già, stai attenta" vicina: "Io sono sola, se ho paura o sento rumori, vi busso e dormo da voi!" io: "Non ti volevo traumatizzare, stai tranquilla. Verrebbero solo se non c'è nessuno a casa..." vicina: "Lo spero, comunque vengo da voi; se sto con dei ragazzi magari hanno paura" io: "Paura? Di noi? Ma ci hai visto bene in faccia?"
Ho un amico che dice che devo essere "Zen"; secondo lui dovrei prendere le cose con filosofia. Non scervellarmi del perchè le cose succedono e del perchè succedono sempre a me. In effetti egli ha fatto dello "shit happens" la sua filosofia di vita. Probabilmente ha ragione, eppure secondo me i segnali dal cielo erano arrivati, dovevo solo capire che non erano semplici scagazzate di uccelli! Vi comunico che
dopo che mi è arrivato un coinquilino maschio come lo potrebbe essere Clarabella
dopo altre quattro o cinque cose personali di cui è meglio non scrivere...
Domenica mi hanno svaligiato casa: rubandomi pc portatile, hard disk esterno, penna usb, mouse e cavetti vari, custodia, calcolatrice grafica, calcolatrice scientifica, portachiavi in oro, dopobarba regalato e non usato (!) senza considerare quello preso ai miei coinquilini e i danni alle cose e agli oggetti. Considerando che
è stata l'unica volta in vita mia che ho lasciato il pc a casa una volta tanto che andavo dai miei, per una festa di compleanno che tra l'altro non si è festeggiata
che ho perso due anni di dati personali
che avevo i backup ma si trovavano nella custodia del pc
sono sereno. Lo giuro. Giuro anche però che al primo che mi dice o che commenta, come è successo: "devi scrivere un libro" o "ma tutte a te capitano?" o "dai non ci credo" lo impalo!
io: “Come mai questa improvvisata?” amico: “non ci vediamo mai… avevo voglia di fare qualcosa di diverso… avevo tempo… mi sono detto: vado a trovare Nicola” io: “Lei ti ha mollato eh?” amico: “Già…”
amico1: “[…] dovevi essere più presente” amico2: “tu con questa fissa del lavoro: che poi mi credi che non ho capito che diavolo di lavoro fai?” amico3: “Ma quando mai! Io sono sempre stato presente: c’ero quando sua madre è stata male, c’ero quando ha perso il lavoro, c’ero quando ha avuto il nodulo al seno, c’ero quando si è rotta i legamenti” io: “non sarà che le portavi sfiga?”
amico: “[…] però dai ci siamo divertiti!” io: “come no…” amico: “Ci vogliono queste serate da veri uomini: ubriacarsi, abbordare ragazze, partire con la macchina, non pensare a nulla!” io: “ah –ah… quanti sms le hai mandato stasera?” amico: “Ventitre!”
Più vado avanti e più me ne convinco: vivo in una grande sit-com. Non si spiega altrimenti il fatto che la mia quotidianità sia popolata di personaggi bislacchi. Salvatore (leggasi con forte accento siculo Savvatore) è uno di loro. Muratore, idraulico, elettricista, pittore, uomo di fatica, fabbro, filosofo, opinionista e calciatore: potremmo definire Savvatore un "uomo dal multiforme ingegno" se non fosse che egli non eccelle in nessuna di queste attività! Savvatore è l’uomo di fiducia (chissà poi perché…) del mio condominio: qualunque riparazione, costruzione o restauro viene affidata a costui. Con risultati devastanti. Come Michelangelo anche Savvatore ha una propria poetica del non finito, ma contrariamente al sommo, per Savvatore non è una scelta è proprio inettitudine a terminare il lavoro. Che non sia un ‘mastro’ qualunque lo si capisce già dal nome: non "Salvo", non "Totò", non "Sasà" solo Savvatore, con due ‘v’. Intendiamoci non è una cattiva persona è solo che non si sa organizzare, anzi come disse qualcuno: "non lo fa perché vuole fregarti è che è… limitato". I preti padroni di casa hanno affidato la ristrutturazione di un terrazzo sopra la mia cucina a Savvatore. Doveva solo rifare l’impermeabilizzazione, dopodiché riparata l’infiltrazione qualcun altro avrebbe potuto ridipingere la bettola in cui vivo (avevamo posto come condizione che non fosse Savvatore a ridipingere). Sì, lo so che avete capito: ha levato le mattonelle, ha levato la vecchia impermeabilizzazione, ma non ha coperto con un telo cerato in attesa di completare il lavoro, così che alla prima pioggia dopo 6 mesi la mia cucina (insieme alla sala pranzo e ad una camera) si è allagata trasformandosi in doccia. Credetemi non sono arrabbiato perché alla 4 di notte, alzatomi per andare in bagno, stavo per scivolare sulla pozzanghera, sfracellandomi sul muro di fronte; nemmeno perché ho dovuto asciugare e nemmeno perché rischiavo di rimanere folgorato accendendo la luce; sono arrabbiato perché mi sono perso la sua faccia mentre diceva, al mio coinquilino e al mio padrone di casa che gli facevano vedere il danno: "mi pare tutto a posto!"
A casa mia e tra i miei amici godo fama di esperto in tecnologie. C'è da comprare un computer? Mi si chiede un parere; qualcosa non funziona? mi si chiede di dare un'occhiata. Se qualcuno viene anche a sapere che, a tempo perso, scrivo programmi di scacchi, appaio ai suoi occhi come una sorta di guru. Resti tra noi e non ditelo in giro, ma la fama è immotivata. So montare un sistema wi-fi? Ho semplicemente seguito le istruzioni! Le stampanti/scanner non hanno segreti per me? Prima di collegarle faccio un giro su Internet per vedere se qualcuno ha avuto problemi, al più scarico dei driver aggiornati. Un virus infesta il PC? Non ci vuole molto a trovare un porn.exe da cancellare. Nonostante questo, nonostante cerchi di spiegare cosa ho fatto, non c'è nulla da fare, mi guardano come un taumaturgo! Tra i miei adepti c'è anche il proprietario dell'ottimo bar sottocasa, meta quotidiana delle mie colazioni mattutine; una volta gli permisi di risparmiare un centinaio di euro che un sedicente tecnico voleva estorcergli, semplicemente riattacando un cavo della scheda madre del suo nuovo PC. Da allora, al bar, sono un privilegiato: non mi vengono rifilate le paste del giorno prima, mettono di lato le ciambelle che mi piacciono tanto, mi avvisano che più tardi faranno la pasta al forno che preferisco e ogni tanto becco pure lo sconto. Il problema è che il barista, da noi soprannominato Fabio Fazio, per l'inquietante somiglianza col suddetto presentatore, ha travisato la mia competenza tecnologica con onniscienza. Da un po' si è anche appassionato a Discovery Channel e ogni giorno mi chiede puntualmente spiegazioni: un giorno sul calcestruzzo armato, un giorno sul funzionamento di un solaio, un giorno sulle Formula 1 e così via; resti tra noi, ma a molte cose ci arrivo con il buon senso, non perchè sia un genio. Da qualche mese però la cosa si è fatta più ostica oltre a lui ci sono moglie, figlio e cognato pasticcere che chiedono spiegazioni: calcio, Alitalia, inflazione... dovevate vedermi spiegare le basi di funzionamento di un ciclotrone con una ciambella, preoccupati com'erano del buco nero che li avrebbe potuto inghiottire! Non nego che poi ho fatto una ricerca per non fare cattiva figura e ho replicato una spiegazione migliore la sera. Insomma mi aspettano al varco: fossimo soli andrebbe anche bene, ma ormai mi attendo gli altri avventori abituali del bar; non riesco più a fare colazione.
Resti tra noi, io rivoglio la mia ciambella mattutina: cosa diavolo sono i mutui subprime?
Si dice che i padroni di animali pensino che la propria bestiola sia diversa da tutte le altre. Io non posseggo cani per tutta una serie di motivi, mi basta Antonio, ma credo che sia vero.
io: "Ma perchè non partite?" amica1: "Perchè i miei non ci sono e non ho a chi lasciare il cane" io: "Tua sorella?" amica1: "Si, ma poi il mio cane si troverebbe male fuori da casa sua. Ha le sue abitudini. Sai il mio non è un cane normale."
amica2: "[...] pure il mio cane mi fa venire i sensi di colpa" io: "In che modo?" amica2: "Per ora ci bado io, visto che i miei non ci sono; la mattina devo andare a lavoro e torno tardi e non ci posso badare e stamattina mi teneva il broncio" io: "Scherzi?" amica2: "No! Sai, il mio non è un cane normale!"
amica3: "Non si lava! Come si fa a fargli capire che puzza?" io: "E' capitato anche a me con il mio ex coinquilino, ho risolto passandogli davanti con il naso tappato" amica3: "Ha capito?" io: "Abbiamo contrattato una doccia a giorni alterni. Poi ho scoperto che usava uno spray" amica3: "Deodorante?" io: "Oust!" amica3: "Mi vuoi dire che si metteva l'Oust sotto le ascelle?" io: "Sai il mio non è un coinquilino normale"
Da qualche giorno ho installato e uso Chrome, il nuovo gratuito browser di Google. Leggero, essenziale nell'interfaccia, stabile, veloce, con un po' di sana ironia (le opzioni "da smanettone" per esempio). Hanno già trovato qualche problema di sicurezza e ci sono perplessità sull'uso dei dati che google potrebbe fare; mi piace lo stile dell'interfaccia: quasi spartana, è una tendenza che vedo anche nei nuovi programmi da Office a Autocad 2009. Ho subito risolto il problema della mancanza del tasto home attivandolo dalle opzioni (chissà perchè non è attiva di default), e mi aspetto, a breve, una integrazione delle principali estensioni di Firefox. Resta solo un dubbio: perchè non riesco a scorrere le pagine tenendo pressata la rotellina del mouse?
accompagnando mia madre in una nota profumeria madre: "Cerco quelle fialette 'rilassanti' per il viso e il contorno occhi" commessa: "Si certo, ma abbiamo anche questo trattamento completo [...] lo consiglio caldamente" madre: "Ma quanto costa?" commessa: "E' in promozione! Soltanto 180 euro!" madre (a me): "Che dici? Mi sembra molto caro..." io: "Secondo me un pellegrinaggio a Lourdes e relativa immersione ti costerebbe meno e darebbe risultati più sicuri"
in una estate così scialba da non meritare nemmeno un tormentone musicale, questa si candida come frase della stagione:
amica: "non devi pensare che siccome lei se ne è fatti diversi sia necessariamente brava, i tipi che si è portata a letto fanno curriculum, ma devi tenere conto di quanti poi hanno voluto riprovare!"
La situazione è seria e non è facile scherzarci su, parliamo di posti di lavoro perduti e gente che verrà licenziata o alla meglio messa in cassa integrazione, soprattutto nessuna ironia sulle qualità umane e professionali del manager in questione; però, quando ho sentito Brunetta dire che il grave, difficile ma non impossibile compito di gestire la parte cattiva della compagnia con i problemi, i debiti, le eccedenze di personale, le tecnologie, gli hub, spettava a Fantozzi, non ho potuto fare a meno di immaginare il manager in questione esclamare "come è umano lei!".
In principio fu un Motorola Tacs, un piccolo mattoncino che nel lontano 1994 mi costò quanto un computer portatile. Dissi: "mai più 8 numeri in rubrica senza il nome". Poi fu la volta di un GSM Philiphs Savy, un discreto cellulare, molto facile da usare, ma poco robusto. Dissi: "mai più Philips". Poi fu la volta di un Motorola Elite, piccolo, leggerissimo, funzionale, ma dallo schermo delicatissimo. Dissi: "mai più telefoni a conchiglia". Poi fu la volta, per un breve periodo, prestatomi da un amico, di un N-Gage. Ottimo telefono, ingombrante, ma molto funzionale, splendidi videogiochi e incredibile gestione della sim. Dissi: "mai più cellulari che non capisci come appoggiare all'orecchio". Poi fu la volta di un Motorola E365. Buon telefono, ma pessimo T9, che da qualche giorno ha problemi di audio. Dico: "mai più Motorola, se comprano tutti Nokia un motivo ci sarà".
Non ho grandi pretese: vibracall, ampia rubrica, facilità di gestione dei numeri memorizzati in sim e in cellulare, possibilità di scaricare la rubrica su un pc, possibilità di usarlo come modem, buon t9 e possibilmente una radio incorporata.La TIM mi fa 60 euro di sconto su un Samsung SGH-i450 e ha tutto quello che cerco, ma ho appena scoperto che esiste un modello con una particolarità che ho sempre cercato e non pensavo esistesse: due sim nello stesso cellulare che funzionano all'unisono! Dico: "estic@zzi e ora che compro?"
Un tipo per cui devo fare un lavoro non retribuito e che non ho ancora completato mi chiama, ma non sento nulla, posso quindi inventare una scusa e rimandare l'incontro. Dico: "mi sa che il vecchio telefono non lo abbandono"!
Pensieri sparsi di mezza estate sulla vita, sulla casualità e sugli eventi a bassa probabilità.
Devo ricordarmi di limitare i post sulla statistica e sul calcolo della probabilità, sembro un invasato. Come se per giustificare o scegliere ogni mia azione usassi le statistiche. Peccato perché questi post sono tra i più letti. Non ci credete? Vi faccio vedere le statistiche!
A parte gli scherzi, una mia amica mi rimprovera di essere troppo razionale, troppo calcolatore. Non è così, almeno credo, sono guardingo questo si, perchè benchè sia un convinto sostenitore dell'essere artefici del proprio destino, so che non viviamo in un universo deterministico. Ovvio che mi piacerebbe essere come il demone di Laplace, ma so che è impossibile. Per questo mi stupisco di quanto poco la gente tenga in considerazione la probabilità.
In effetti il calcolo della probabilità è noioso, e pensare tutto nacque da un carteggio epistolare tra Pascal e Fermat a seguito di una domanda fatta a Pascal dal suo amico Antoine Gombaud, un nobile francese, per sapere se in un determinato gioco di dadi, avesse più probabilità di vincere il banco o il giocatore. Insomma la teoria della probabilità è il compagno fidato dei giocatori d’azzardo.
Certo il fatto che poi Pascal arrivò a dimostrare(!) che molto probabilmente non valeva la pena dedicarsi allo studio della matematica quanto piuttosto a Dio, non depone a favore dello studio della teoria delle probabilità. Avesse almeno parlato di donne...
Per la cronaca, nel gioco di cui sopra, le probabilità erano a favore del banco. Ecco se anche vi stufaste a leggere tutto il post, ricordate sempre: "Il banco vince sempre. Se giochi a lungo e non cambi mai la posta il banco ti frega … a meno che quando si presenta la mano giusta non scommetti il massimo e te lo porti via tu …il banco!" Come dice GeorgeClooney a Brad Pitt in Ocean’s Eleven!
Uscito insieme con mio padre, incontriamo un suo vecchio amico che sapevo avere avuto gravi problemi di salute. Talmente gravi da costringerlo ad un trapianto. Mentre discutiamo noto che ha una sigaretta in mano. Dopo un caffè al bar gli offriamo un passaggio in macchina… amico: “si, cinque minuti che prima mi fumo un'altra sigaretta!” padre: “… ma tu fumi? Ma come? Dopo quello che hai avuto?” amico: “Io sono vivo per caso. Tu non hai idea delle sequenze di casualità che si sono messe in moto quando mi sono ammalato. Per caso mi sono sentito male in ospedale, per caso il medico del pronto soccorso aveva diagnosticato una cosa simile pochi giorni prima e mi ha fatto gli esami giusti e ha iniziato la terapia adatta, per caso si trovava in quell’ospedale un altro famoso medico che mi ha operato e mi ha messo in lista per un trapianto, per caso sono balzato in testa alla classifica, per caso un ragazzo è morto in un incidente e aveva un organo compatibile con me e non con quelli davanti a me in lista. E potrei continuare. Insomma io sono un caso su un milione, forse anche di più. Si vede che non era la mia ora: sono diventato fatalista, se devo morire, morirò lo stesso che io fumi o no!”
Un amico dopo avere letto il post sulla legge dei grandi numeri e il lotto mi ha detto: “ho capito che tutta la storia dei numeri ritardatari è una bufala, ma non credo che tutti i numeri possano uscire con la stessa probabilità, per esempio su nessuna ruota uscirà mai 1, 2, 3, 4, 5!”. In effetti è vero, non credo che una serie di numeri consecutivi sia mai uscita, eppure matematicamente ha la stessa probabilità di uscire di una serie come 23, 3, 57, 44, 68 che ci appare molto più plausibile.
Il fatto è che quando ci chiediamo se potrà mai uscire la sequenza 1,2,3,4,5 non parliamo di probabilità, ma di casualità. In sostanza ci aspettiamo che la sequenza di numeri estratti su una ruota del lotto sia casuale, mentre la sequenza 1,2,3,4,5 è regolare (cioè è individuabile una legge che la genera). Nel lotto sappiamo che tutti i numeri hanno un’uguale probabilità di uscire, quindi l’istinto ci dice che i numeri si distribuiranno lungo tutto l’intervallo [1, 90] e che gli elementi successivi della sequenza saranno indipendenti tra loro. In effetti, non tutte le sequenze di numeri possono dirsi casuali, ci sono dei test appositi per stabilirlo.
Ad ogni modo la probabilità a volte non segue il senso comune, ci sono paradossi molto famosi, come quello di Monty Hall o dei due bambini o delle tre carte.
Le probabilità di fare 6 al superenalotto, giocando 6 numeri, sono di 1 a 622.614.630 cioè quasi lo 0,00000001%; eppure il 4 Maggio 2005 alcune persone hanno vinto, con un sistema, oltre 72.000.000 di euro. Il fatto che un evento sia a bassa probabilità non significa che sia impossibile a realizzarsi. Gli scienziati sostengono che le probabilità che un asteroide colpisca la Terra sia di 1 a 1.000.000 il che significa che nel corso dei sette milioni di anni durante i quali la nostra specie ha passeggiato su questi lidi, la Terra dovrebbe essere stata colpita non una, ma sette volte! Eppure siamo ancora qui. Quello che voglio dire a proposito degli eventi a scarsa probabilità non è che verremo tutti spazzati via da un asteroide, quanto che: la sfiga esiste!
Mettiamola così: esistono eventi con diverse probabilità, dalle più probabili alle meno probabili. Riguardo a queste ultime, se sono positive per noi le chiamiamo colpi di fortuna (per non essere scurrili) altrimenti diamo colpa alla sfortuna.
Durante quest'ultima settimana ho cercato di recuperare un po' di mare. Prima giornata nuvolosa, con gli amici che cominciano a scherzare: "arrivi tu e il sole va via". La mia autostima è forte si sa. Poi invasione di meduse, gli amici sghignazzano. Tocca ai divieti di balneazione, amici con le lacrime agli occhi. Tutto finito? Assolutamente no, ricordate: la sfiga esiste. Domenica pomeriggio ad un certo punto in spiaggia si diffonde una voce: le spiaggie di Mazara e Selinunte sono state colpire da uno tsunami. Non scherzo. Non so se sia stato un scherzo o una caso di follia collettiva, ma domenica pomeriggio migliaia di persone sono fuggite dalla spiaggia convinte che uno tsunami stesse per colpire e sommergere la costa meridionale della Sicilia. Ora il dubbio che fosse un abbaglio mi è venuto ("va bene che gli eventi a bassa probabilità accadono, ma qui si esagera..."); all'orizzonte non si vedeva nulla se non che un po di foschia, ma nel dubbio si è abbandonato la spiaggia. Il panico è stato talmente tanto che il Sindaco è stato costretto ad indire una conferenza stampa insieme alla capitaneria di porto in cui si assicurava che nulla era successo o stava per succedere.
Giorni dopo incontro un amico con cui si commenta l'accaduto amico: "[...] figurati che avevo convinto mio zio a venire in spiaggia dopo vent'anni che non veniva!" io: "si è spaventato..." amico: "macchè! Ha detto che dopo vent'anni che non andava in spiaggia poteva venire pure l'onda anomala, ma lui non si spostava!"
La sfiga esiste. Dobbiamo arrenderci? Assolutamente no. Bisogna pensare come i giocatori di poker. Disse uno di loro: "Un giocatore d'azzardo, uno che scommette sui cavalli o su eventi sportivi, sui vari giochi del casinò o sulle gocce di pioggia che scorrono sui vetri, è una persona che punta su probabilità sfavorevoli. Un giocatore di poker se sa il fatto suo, è una persona che punta su probabilità favorevoli. Il primo è un romantico, il secondo un realista."
Il mio amico R., quello di "sparare e muoversi" per intendersi, mi insegnò i rudimenti del gioco e poi mi diede un consiglio: "Il segreto per vincere? Butta via le carte, butta via le carte e poi ancora butta via le carte. Ci sono dei piatti che sono tuoi di diritto, perchè le carte buone, statisticamente capitano a tutti. Le tue occasioni nessuno te le può togliere. Ma se vuoi vincere alla lunga, quello che devi fare e stare basso e risparmiare quando il piatto è dell'avversario: devi rispettare le sue carte e non dargli i tuoi soldi". Penso che si possa applicare alla vita.
Chi lo chiama carpe diem, chi non arrendersi, chi sparare e muoversi; forse la migliore definizione è quella data dal Guzzanti-Tremonti: "il cetriolo globale che gira: oggi colpisce me, domani te!"