martedì 29 aprile 2008

Innamorarsi

Qualche sera fa, mi sono ritrovato a parlare con un’amica di “massimi sistemi”; capiteci dopo esserci rimpinzati di bruschette, patatine, kebab e birra il livello di euforia/grassi era talmente alto che la lingua andava per conto suo. Ad un certo punto, all’interno di una discussione più ampia, lei sostenne: “Sarà che forse non mi sono mai innamorata davvero”. Il discorso prese poi altre pieghe, ma la frase mi è rimasta impressa. In fondo chi di noi può sostenere di essersi realmente innamorato? O perlomeno di poter dire con sicurezza: “sono innamorato di lui/lei”? Non dico nessuno, ma questi fortunati saranno in pochi. Quando è che ci innamoriamo? Ho sempre pensato che noi tendiamo ad innamorarci quando siamo pronti a cambiare. Perchè qualcosa in noi è mutato, perchè la percezione del nostro mondo è cambiata, perchè nello stato in cui siamo non riusciamo più a realizzare i nostri desideri o esprimerci al meglio. In quel momento cerchiamo qualuno che ci sia guida e ci apra nuovi orizzonti. Questo può accadere in qualsiasi età, ma soprattutto nelle svolte della vita. Quando passiamo dalle scuole elementari alle medie, alle superiori, all'università, quando cambiamo lavoro o casa. Oppure quando la vecchia relazione si va spegnendo. A questo punto viene da chiedersi: di chi ci innamoriamo? Probabilmente di quella persona che nel periodo in cui siamo disposti a farlo, con i suoi sentimenti nei nostri confronti, con il suo modo di vedere la vita, con la sua energia ci fa capire che uniti a lei possiamo realizzare i nostri sogni e soddisfare i desideri che vogliamo realizzare. Certo la ricerca può essere lunga, quanto inattesa la rivelazione. Tutto molto bello, ma quando siamo certi di amare? Dalle mie esperienze e da quelle dei miei amici, noto che a volte l’amore si sviluppa come un'attrazione immediata, a volte come un dolce stare insieme, a volte come attrazione per una probabile vita avventurosa, a volte come puro erotismo. Però anche l’amore nato dall’erotismo più sfrenato, diventa certezza solo quando viene sottoposto alla prova del distacco, della distanza. La separazione provoca tristezza, dolore, consapevolezza di “non poter vivere” (è un iperbole, ovviamente) senza il nostro amato, ma il distacco ci insegna molte altre cose. Ci fa conoscere meglio noi stessi e l’altro, i nostri e i suoi limiti, ci insegna ad essere forti, ma anche prudenti. Il punto è che se è vero che l’amore nasce dal piacere, è anche vero che si forgia nella quotidianità e nei momenti difficili, quelli che provocano sofferenza. Anche le delusioni amorose fanno parte di questo processo di ricerca. Certo ci induriscono, ci rendono più cauti, più cinici; continuare a “prendere sberle” non è certo piacevole. Per questo, secondo me, alcuni rifiutano di innamorarsi, altri lo considerano un attaccamento patologico, altri si riparano sotto una scorza di cinismo, altri ancora cercano di evitarlo restando nel rapporto leggero del sesso. Alla fin fine è un peccato: innamorarsi è forse l’unica cosa che ci fa capire di essere vivi.

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mercoledì 23 aprile 2008

Intubatela

Chi mi legge mi chiede: "ma tutte a te capitano?"; chi mi conosce mi dice: "Sai che mi è successo? Beh a te è sicuramente capitato…". Io ve la racconto come l'ho raccontata al poliziotto. Erano le due di questa mattina ed ero impegnato in un sogno... ehm, er... diciamo 'piccante', quando vengo svegliato da un fortissimo rumore proveniente dalla strada. Sembrava quello di una pistola avvita bulloni, come quelle che usano durante i cambi ruota di Formula Uno; mi alzo, non molto lucido in verità, pensando tra me e me: "staranno rubando qualche macchina…". Mi affaccio alla finestra e sento un fortissimo rumore di scariche elettriche e lampi di luce. Ufo? Terminator? Abitando vicino una chiesa e con la coda di paglia a causa del sogno scelgo la soluzione più plausibile: Dio, abitando proprio qui, si è accorto del sogno e mi manda un segno. Ancora convinto di dovere espiare i miei peccati calpestando senza sandali la sacra terra esco dalla stanza e noto del fumo provenire dalla porta di ingresso. Sempre più convinto, penso: "diamine stiamo esagerando in fondo c’era solo una donna nel sogno…" Ora i nostri padroni di casa giusto lunedì ci hanno cambiato la porta, ma il vetro del sopraluce, non essendo ancora pronto non era stato installato; apro la porta e vedo che la tromba della scala è piena di fumo nero, richiudo ma l'appartamento si riempie di fumo che penetra da sopra la porta. Dio sarà anche arrabbiato con me, ma forse è qualcosa di più terreno. Sveglio tutti e realizzo un paio delle 137 cose da fare prima di morire: chiamata d'emergenza gratuita al 113 e al 115. Non potendo uscire di casa che lentamente si va riempendo di fumo e fuliggine, ci rifugiamo in bagno e respiriamo dalla finestra che da sul retro; quasi immediatamente sentiamo delle sirene, a tentoni ritorno indietro, mi affaccio da un'altra finestra e urlo ai tipi di giù dove fosse il portone. Ci tranquillizzano e arginano l'incendio che si era formato a piano terra a causa di un corto circuito del quadro dei contatori che si è completamente sciolto. A questo punto, a cose fatte e finite, una delle ragazze del piano di sopra, nota a tutto il palazzo per la sua logorrea, si sveglia, si affaccia e comincia ad urlare chiedendo aiuto. Nonostante tutti le dicano che non c'è pericolo e di aspettare prima di scendere, la nostra si esibisce in grida isteriche: in pigiama esco da casa, salgo al piano di sopra e busso alla porta invitando lei e la coinquilina ad uscire; nel frattempo dei vigili del fuoco salgono e ci accompagnano giù per la strada. Mi ritrovo attorniato da 3 volanti della polizia, 2 dei carabinieri, pompa grande dei vigili del fuoco e jeep dei vigili, ambulanza. Mi guardo e sono in pigiama con le pantofole e completamente nero! Uno dei vigili mi prende in giro dicendo che sembro un minatore, deluso per non potere avere saltato dalla finestra sul telone o sceso con la scala telescopica, chiedo almeno una mascherina di ossigeno e mi incammino verso l'ambulanza canticchiando con dignità: "Can-camini, can-camini, spazza camin, allegro e felice pensieri non ho...". In breve sono raggiunto dagli altri coinquilini e da tutti gli inquilini del palazzo, firmiamo i verbali, ci visitano e cazzeggiamo con i vigili:

vigile: "ma com'è che a casa vostra c'è luce?"
io: "perchè siamo collegati al contatore della chiesa... praticamente è Dio che ci da corrente!"

la vicina isterica non smette di parlare…
poliziotto: "si vede che è sotto choc…"
io: "no è cosi di natura, anche senza incendio…"

coinquilino: "ammazza sono le 4 e non ho sonno"
paramedico: "parla per te…"

io: "Però un giro sulla scala telescopica potevate farcelo fare"
vigile: "troppo stretto qui, avremmo steso il telone, tu ti saresti buttato da lassu?"
io: "il problema era il rimbalzo mi avreste dovuto recuperare dal cornicione del palazzo di fronte!"

la vicina isterica continua a parlare…
paramedico: "ma non smette mai?"
io: "non potete intubarla?"
coinquilina dell’isterica: "se ci insegnate anche come si fa e ci date dei tubi di scorta, sarebbe perfetto…"

Gia che c’eravamo andiamo vicino casa a prenderci qualcosa da bere (!), dopodichè tornati nell’appartamento troviamo tutto ricoperto dalla fuliggine; non si respira, prendo sonno alle 7; alle 7.10 bussano alla porta, allarmato corro ad aprire: è il vetraio, deve mettere il vetro nel sopraluce al disopra della porta: "beata gioventù, si vede che fate festa ogni sera!"

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venerdì 18 aprile 2008

Confini


Io sbagliavo domanda. Per la verità è piuttosto trita anche se non banale: qual è il limite tra la molestia e il corteggiamento? Me lo chiedevo oggi dopo aver parlato con un’amica a proposito del tipo che è stato condannato a 10 giorni di carcere più multa per aver osservato insistentemente una donna sul treno, senza che avesse mai parlato o essersi lasciato andare a commenti. Devo ammettere che ero piuttosto perplesso sui motivi della condanna, ma la mia amica mi ha fatto notare: "c‘è modo e modo per relazionarsi, tu sei uomo e non puoi capire: sai che significa ritrovarsi ferma in un posto, con qualcuno che ti si siede accanto e comincia a fissarti? Dipende dalla situazione ti metti anche paura…". Si può dare torto? Ovviamente no. La verità è che un uomo fa fatica a capire perchè una donna, che magari vede concedersi, con estrema facilità a tanti altri uomini, a lui può dire di no, e considerare la sua insistenza una molestia sessuale. E' lì il punto: nel concetto di "scelta". E' sempre la donna che sceglie, e sceglie chi le piace. La molestia o lo stupro, prima che un atto di violenza morale e fisica, è un atto di violenza contro la istintiva libera volontà della donna di darsi a chi le pare. Il corteggiamento è un gioco allegro e divertente; assume forme diverse a seconda delle situazioni, della sensibilità, della cultura e dell'ambiente in cui si trovano corteggiatore e corteggiata, ma è un comportamento esplicito: senza l'accettazione di questo interesse da parte della persona destinataria, il corteggiamento non ha più ragione di essere e diventa molestia. Chiedersi dov'è il limite è sbagliato perchè è la sensibilità stessa della persona oggetto di molestia sessuale a fungere da barriera e ovviamente varia da persona a persona. Personalmente adotto una tecnica: mi chiedo se il commento che sto per fare mi darebbe fastidio se rivolto a mia madre o a una sorella/cugina/amica a cui voglio bene, se sì capisco di avere oltrepassato il limite.

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mercoledì 16 aprile 2008

Recidivo


Dopo il Theremin, ieri sera è toccato al Lapstick

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martedì 15 aprile 2008

Quelli che...

quelli che non hanno ancora elaborato il lutto - Su coraggio, domani è un altro giorno: il 2013 è vicino!

quelli che almeno ci provano - ecco, appunto...

quelli che non hanno proprio nulla da elaborare

quelli che festeggiano con le caramelle alla Carruba - Mi facevano già schifo prima, ora che ne è diventato pure testimonial...

quelli che si ostinano ad avere in trasmissione il vignettista triste - Accidenti, ma perchè mai? Bastava vedere la faccia di Rizzo che sosteneva che la colpa era dell'astensione: astensione? Ha votato più dell'80%...

quelli che "sono solo exit poll, sono dati che sono ancora incerti e quindi sarebbe meglio non commentare, però..." - Il fatto che tu illustre deputato sconosciuto ti presenti a quell'ora davanti alle telecamere 5 minuti dopo la chiusura dei seggi, quando è impossibile avere dati certi e le tv intervisterebbero anche una lavatrice, è da ritenersi puramente casuale?

quelli che "ma l'hai vista la faccia di Bertinotti?" - A me, dei due, sembrava più preoccupato Vespa, chi chiamerà adesso come ospite...

quelli che "L'apporto del centro della Margherita toglierà voti a Berlusconi" - Adesso la Binetti però la mandiamo via, vero? Lei e il cilicio...

quelli che "siamo in testa!" - dico aspettare un paio d'ore no?

quelli che "abbiamo perso perchè non avevamo la falce e il martello nel simbolo [Diliberto ndN]" - Sicuro, sicuro? Ma proprio sicuro?...

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Non ho l’età

Sopravvissuto. Così mi sento. E non c’entrano niente le elezioni. Sono reduce da due settimane modello “Lucignolo: bella vita”. Per coincidenze particolari mi sono ritrovato ad uscire e a rientrare tardi praticamente ogni sera. Un sera si esce per prendere una birra, un’altra per andare a cinema a vedere l’ultimo di Virzì, un’altra ancora per un ‘concertone’ di ‘notissimi’ gruppi musicali palermitani, tocca poi all’inaugurazione della carta-sconto di amica call center. Domenica mentre con amica clown e amica call center decidiamo di comprare un regalo per il compleanno di amica patita di musica, complottiamo una vera e propria festa di compleanno a sorpresa. Oltre al compleanno in questione (successone, meritava un video il salto, l’urlo e la faccia da infarto della festeggiata quando le siamo comparsi all‘improvviso in 8 da dietro l‘angolo del corridoio urlando a nostra volta: riflettendoci poteva essere il suo ultimo compleanno…n.d.N.) la settimana è stata allietata da un altro compleanno e dal ritorno in Sicilia di una coppia di amici che non vedevamo da un pezzo. Io mi sono divertito parecchio, ma vedete c’era un periodo in cui qualunque cosa mettessi nel mio stomaco veniva tranquillamente digerito, fossero anche pietre. Era lo stesso periodo nel quale a qualunque ora andassi a dormire mi si poteva vedere, alle sette del mattino dopo, stanco, ma cosciente. L’insistente voce che viene dal mio fegato e che urla “Pietààà” e il ritrovarmi a russare con gli occhi aperti mi fanno intuire che forse quel periodo è finito. Quanto meno ho un’autonomia limitata: certo mento a me stesso e agli amici, così quando un’amica sabato sera mi ha detto: “Che hai? ti vedo spento…” dopo 3 ore seduto all’addiaccio in un pub del centro, dopo la terza “0.40 Bionda”, dopo avere iscenato un brano dell’Odissea con una barchetta di carta ricavata dall’interno di un pacchetto di sigarette con tanto di mostro che attacca la barchetta, ho dato la colpa del mio torpore all’allergia; non avevo il coraggio di dire che spento lo ero proprio, ma nel senso letterale del termine: in modalità basso-consumo! Devo dire che però i miei processi logici non ne risentono, dovevate vedermi l‘altra sera, meglio di un Puparo: “Ecco Zorro che conduce la Pinta verso Itaca quand’ecco che dal mare spunta Dragonball e attacca la nave dei nostri eroi: Alabarda Spaziale!!”

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Mizar new web site: soon!


I'm writing a new version of Mizar's web site. I'm very busy now, so i think that new web site will be on line at the end of April. Sorry for delay!

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lunedì 7 aprile 2008

A casa mia siamo tutte un po' streghe (3)

lei: "[...] stasera quindi ti vedi la partita..."
lui: "già... visto come è andata all'andata, stavolta speriamo in un pareggio dai..."
lei: "no no tu tifi juve, io spero che vinca il palermo"

al termine del primo tempo: Palermo - Juve 2-0
amico di lui: "ammazza sta partita sembra stregata..."
lui: "già..."
lui a lei via sms: -Tifa un po' meno-

al 26' del secondo tempo: Palermo - Juve 2-2
lei a lui via sms: -V@f@nc##o-

al 88' dopo un palo di Del Piero e un paio di occasioni sciupate: Palermo - Juve 3-2
amico di lui: "secondo me qualcuno gufava...e doveva essere pure potente..."
lui: "dice che è di famiglia..."

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lunedì 31 marzo 2008

Memo di un fine settimana

Ricordarsi di non escludere la carriera di monaco trappista: potresti dedicare la tua vita alla diffusione del verbo della Kwak in giro per il mondo.

Ricordarsi di salutare le persone almeno due volte se c‘è in giro l‘amica patita di musica e se la sua birra è già a metà…
sabato sera, invitato da un’amica per un aperitivo con persone che non conosco, raggiungo per ultimo il locale trovando tutti seduti…
io: "Ciao a tutti! Io sono Nicola…"
mi salutano e mi siedo…
amica: "Ah sei arrivato: saluta, lui è Nicola! Sei arrivato, non conosci nessuno, saluta almeno!"
segue momento di silenzio, con i tipi che guardano me perplessi…
io [al tipo che mi sta vicino]: "Tu mi confermi che io prima ti ho salutato, vero?"
tipo: "Si, tranquillo… guarda il suo bicchiere, è già mezzo vuoto"

Ricordarsi che se una ragazza ti chiede aiuto in una discussione non bisogna pensare da maschi
ragazza: "[…] perché io al Trivial sono negata, però l‘altra sera, non so come, ho azzeccato due risposte e loro non mi credevano… ma ti sembra giusto?"
io: "Vuol dire che non hai difeso le tue idee!"
ragazzo [alla ragazza]: "Ecco! Quello che dicevamo noi! Lo vedi?"
ragazza [alla mia amica]: "Non portarlo più con te…"

Ricordarsi di evitare di distrarsi se una persona ti parla, anche se a volte ottieni risultati insperati
ragazza
: "[…]… ti vedo con lo sguardo perplesso…"
momento di pausa…
io: "dici a me? Per la verità guardavo la partita alla tv giusto dietro di te… scusa…"
ragazza [alla mia amica]: "Però è spiritoso: continua portarlo, va!" [credo che sia ancora convinta che fosse una battuta ndN]

Ricordarsi che il mondo è bello perchè è vario
amica
: "[...]e quello è Palazzo Steri"
ragazzo: "si ci sono stato in quel pub…"
ragazza: "Ah ah ah: da questa risposta, credo tu abbia capito che tipo sia!"
io: "Ma tu che fai nella vita?"
ragazzo: "Sono laureato in Giurisprudenza"
ragazzo2: "Hi hi hi: perché questo silenzio??"
io: "Si staranno domandando come abbia fatto a laurearsi…"

Ricordarsi che non tutti capiscono che scherzi, soprattutto se quando parli, anche se stai sparando stupidaggini colossali, lo fai con la faccia seria
arrivati al comizio di Beppe Grillo ci posizioniamo vicino una bancarella di bibite, ne compro una e la offro ai compagni di comitiva; dopo un po'
ragazza: "quanto ti è costata la birra?"
io [pensando volesse dividere il costo]: "ma che scherzi?"
ragazza: "no davvero, quanto ti è costata?"
io: "ma perchè vuoi farti mandare a quel paese? Ci conosciamo da qualche ora..."
ragazza: "... no... davvero... è che volevo comprarne un'altra..."
io [scherzando]: "Quindi tu non ci pensavi nemmeno a dividere il costo: che gente... dico, magari fare la parte..."
ragazza: "... no... ma era per quello... davvero... volevo comprarne un'altra per ricambiare... eri stato così gentile..."
io: "guarda che stavo scherzando..."
ragazza: "... ... ...mi hai messo paura..."

Ricordarsi di non dire a V. che suo cugino ha comiziato in piazza Magione
amica: "Là, là: quello è il cugino di V.! Si candida"
ragazza: "V.? Dici vero?"
io:"Glielo diciamo che lo abbiamo visto comiziare..."
cugino di V [dal palco]: "[...]e quindi... quindi... quindi... ehm scusate mi sono perso..."
amica: "... forse è meglio di no"

Ricordarsi che V. legge il blog e quindi non scriverlo nemmeno

Ricordarsi che se un locale vende a 5 euro un bicchiere di vino ma a 10 la bottiglia è più furbo comprare la bottiglia.

Ricordarsi che la schiacciata ricotta e spinaci è il male assoluto, soprattutto se mangiata di notte.

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mercoledì 26 marzo 2008

U pisci d'oru


tempo prima
amica patita di musica:"mi sono mangiata la mia fetta di carne! [Detto popolare, a me sconosciuto, per dire mi sono preso una soddisfazione ndN] Lo sai che mi è successo?[...]"
io:"Forte! Ma scusa, in tutto questo la fetta di carne che c'entra?"
amica patita di musica:"... ... ...ma è una battuta o sei proprio cretino?"
io:"temo la seconda..."

Tutto mi sarei immaginato tranne che in questo blog i post che trattano di musica superassero il numero di due. E soprattutto che qualcuno li leggesse!

ieri mattina
amica patita di musica:"ci vieni stasera?"
io:"dove?"
amica patita di musica:"stasera al Mikalsa, suonano i Bonanova, te l'avevo detto..."
io:"Ah si vero! Certo con piacere: sono molto curioso di ascoltarli...[nella formazione militano persone che conosciamo entrambi ndN]"

Per dirmelo, me lo aveva detto, più di una volta magari; lo avevo dimenticato, forse rimosso. Piacevolmente rassegnato all'ennesimo concerto Jazz e visto che sarebbero state presenti persone che conosco, decido, per la prima volta in vita mia, di "prepararmi" ad un concerto. Ripercorro mentalmente il solito discorso post concerto jazz, faccio una breve ricerca su internet e trovo il loro sito. Ascolto alcune canzoni e realizzo con terrore che non è jazz: è musica folk [la dizione corretta è etnico-folk/world ndN]! Il panico prende il sopravvento: la mia conoscenza di musica è scarsa assai, ma quella di musica etnica si limita a "ciuri, ciuri", non la canzone, proprio il verso "ciuri ciuri ciuriddi tuttu l'anno". Che diamine gli racconto? Che "Vitti na crozza" è sincopata e viscerale? Sono pure in dialetto... Decido di ascoltare le canzoni ad oltranza, almeno il ritmo mi entrerà nella testa e potro canticchiare anche qualche canzone durante il concerto! Per la verità le canzoni sono molto belle: una reinterpretazione in chiave moderna della tradizione musicale siciliana: vecchie canzoni popolari riarrangiate o nuove canzoni appositamente scritte, ma che richiamano quell'atmosfera. Faccio partecipe la mia amica dei miei sforzi...

amica patita di musica:"quindi ti sei preparato?! Bravo: così facciamo i coretti insieme...ma ti piacciono?"
io:"Si sono bravi... coretti?"
amica patita di musica:"Meno male va: chissa poi che avresti scritto sul blog!"
io:"Come se fossi un critico musicale, ma che dicevi? coretti?"
amica patita di musica:"Ci vediamo stasera... certo coretti dobbiamo fare casino se non c'è molta gente... ciao!"

Coretti? Un brivido di paura mi percorre la schiena: non potevo nemmeno stordirmi con l'alcol... le oscillazioni si sarebbero notate! Fortunatamente per me, il locale è pieno, salutiamo alcuni membri del gruppo e ci sediamo. Non so perchè ma ogni volta che vado li, pur non sedendomi mai in prima fila, finisco sotto lo sguardo dei musicisti e accanto i wc: sarà un segno del destino! Il concerto comincia: la musica dal vivo ha un fascino che anche una capra come il sottoscritto non può non apprezzare, l'atmosfera si scalda e le canzoni sono belle, quand'ecco che...

io:"Io sta canzone la conosco, è molto bella, poi c'è un assolo di piano!"
amica patita di musica:"e dove l'hai sentita?"
io:"a casa tua, una volta l'hai messa dal pc... eravamo tutti a cena a casa tua..."
amica patita di musica:"accidenti è vero: bravo. Che memoria!"

Lo sguardo lucido di commozione della mia amica valeva un altro concerto dei disarmonici, poi ho riflettutto che l'occhio lacrimoso era dovuto all'ennesima birra e ho pensato che un tale sforzo non sarebbe stato necessario; sono soddisfatto: io la mia fetta di carne me la sono mangiata!

Postilla: benchè i miei post abbiano sempre un tono divertente, il concerto di ieri (e non solo di ieri), mi ha fatto riflettere e per certi versi arrabbiare. So che la situazione musicale italiana è desolante, so che non si vendono cd, so che qui in Sicilia e in particolare a Palermo la situazione per i gruppi 'giovani' è terrificante; l'assurdità è che non mancano ne passione, ne talento, mi viene da pensare che succederebbe se questi artisti fossero nati al di là della Manica o dell'Oceano; mi consolo pensando che almeno alcuni non avrebbero potuto attingere dal nostro ricchissimo patrimonio culturale. E' una consolazione veramente magra.

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lunedì 24 marzo 2008

Buona Pasqua!

Con un giorno di ritardo, causa problemi di connessione auguro...
... e Buona Pasquetta!!

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lunedì 17 marzo 2008

AAA bivano cercasi

Ricordo che una volta un mio professore, tra il serio e il faceto ci disse: "a voi [studenti universitari siciliani ndN] sono richiesti sforzi straordinari per ottenere risultati normali, ma ricordate: quando il gioco si farà duro, quando il vostro collega olandese, abituato ad ogni tipo di comodità, si troverà in una situazione difficile, quando tutti si troveranno in preda al panico entrerete in gioco voi e risolverete la situazione: come ad El-Alamein quando gli italiani, senza pallottole, resistettero 13 giorni e gli inglesi, ancora oggi, si chiedono come cazzo hanno fatto!". E’ vero. Ammetto che dopo un iniziale turbamento, quando ho saputo di dovere lasciare immediatamente casa (e ancora non avevamo raggiunto l‘accordo di poter rimanere fino a fine mese e oltre), mi sono rimboccato le maniche e ho cominciato immediatamente a cercare casa, intavolando contemporaneamente una trattativa con i nuovi padroni. La ricerca mi ha portato a conoscere delle figure sociologiche chiave che chiunque cerchi una casa prima o poi incontra e deve affrontare:

Il padrone di casa
Il primo pensiero fu che il mio vero problema fosse trovare una casa vicina, confortevole e a un buon prezzo, non avevo capito che il vero problema del cercare una casa non è la casa in se, ma sono i padroni di casa. Fauna affascinante quella dei padroni di casa, un vero caso sociologico. Totalmente schizofrenici. Divisi a metà tra la necessità economica di affittare e il voler scegliere a chi affidare la propria casa. Vanno blanditi e bastonati: nessuna pietà; non si fanno prigionieri. Questa è una guerra.

Al telefono
io: "buongiorno telefono per quel bivani in centro, volevo sapere dov’è e il prezzo"
ragazza: "Ah si! Si trova in via…[…] ristrutturato, due stanze…[…] bellissimo, luminosissimo… […]"
io: "si, ma il prezzo?"
ragazza: "si ma prima deve sapere che è totalmente ristrutturato…[…] con vasca idromassaggio, internet… […]"
io: "Guardi, sono certo che è splendido: ma il prezzo?"
ragazza: "ehm 600 euro…[il prezzo corrente medio è 450 euro]"
io: "Grazie, mi faro risentire…"
ragazza: "No aspett…"

Visitando un appartamento su due piani il padrone ci dice che le camere da letto sono a piano terra, ma non sono rumorose, la strada non è carrabile solo pedonale, apre le finestre e vediamo un gruppo di bambini che giocano e che si chiedono se tra i nuovi affittuari ci sia qualche donna da potere spiare mentre si spoglia…

Un padrone di casa, un mix tra il protagonista dei Soprano e Jabba the Hut, prima ci dice che la sua splendida casa costa 550 euro, una volta vista (casa carina, ma senza ascensore e posto orrendo) ci avvisa che vuole anche due mensilità morte e che ci sarebbe da sistemare il prospetto a nostre spese(!); gradirebbe anche 100 euro per tenere bloccata la casa fino all’indomani. Mandato sonoramente a fanculo, mi richiama il giorno dopo per sapere se sono interessato, per non deprezzargli la casa gli dico che è al di fuori del nostro budget… passati due minuti, mi richiama per lamentarsi che gli ho fatto perdere tempo a visitare la casa: "se uno cerca una Panda non va a vedere una Mercedes"… Vero, ma la sua era una 127 che costava quanto una Ferrari: ovviamente e stato sonoramente rimandato a quel paese.

Il potenziale vicino
Curioso di sapere chi verrà ad abitare vicino, invidioso del padrone di casa che guadagnerà le mensilità di affitto, a conoscenza dei trascorsi degli affittuari precedenti: è una vera miniera di informazioni. Il trucco è arrivare con un certo anticipo all’appuntamento e fingere di sbagliare citofono, sempre che non sia già fuori per i fatti suoi. Dopo un breve colloquio sarà pronto a farti sapere che l’appartamento è sfitto da settembre perché il padrone "avi la testa futtuta" (= "ha pretese esagerate"), che l’acqua calda non funziona come dovrebbe e che ci sono migrazioni invernali di scarafaggi. Micidiale il sorriso satanico che sfoggerà al padrone di casa appena arriverà.

Gli annunci
Non sono una categoria sociologica in senso proprio, ma fanno parte della ricerca di una casa. Non uso agenzie (il costo sale di parecchio, anche a causa delle mensilità morte da versare a loro), mi affido agli annunci sui giornali dedicati, ad internet e al passaparola tra amici. Gli annunci non vanno letti, vanno interpretati: questa attività richiede doti logiche simili a quelle richieste dal sudoku. Vi offrono un piedaterre? Non è certo un monovano è un modo carino per dire garage (il ‘terre’ è interpretato letteralmente!). Vi offrono una garconierre? Praticamente è un’alcova dove potete solo trombare, ma viverci è praticamente impossibile. Il locale è luminosissimo? Vivrete in una serra! Stanza in appartamento con coinquilina "attrice di teatro"? Vuol dire che se prendi la stanza probabilmente la vicina te la dà: due piccioni con una fava o una fava per un piccione… ehm lasciamo perdere...

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sabato 15 marzo 2008

Ufficiale e gentildonna

Sono sempre stato convinto che per vivere bene occorrano, tra l’altro, un sano sarcasmo e la capacità di non prendersi troppo sul serio, qualità quest’ultima che va al di là della semplice autoironia. Il che non significa certo prendere tutto poco seriamente, ma riuscire ad individuare anche nelle situazioni più dure il loro lato ironico. Sono qualità che aiutano a sopportare le difficoltà che la vita ci pone davanti, aiutano a superare ambienti lavorativi o lavori particolarmente logoranti dal punto di vista psicologico. Ne ho avuto conferma anni fa quando un impresario di pompe funebri regalò a mio padre dei portachiavi a forma di bara con la pubblicità della propria attività. Ne ho avuto conferma oggi quando ho visto che il mio post di sotto è stato linkato dal portale ufficialegiudiziario.it !

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venerdì 14 marzo 2008

Ricordi

Come si racconta un vita? Si può fare parlando di ciò che ognuno ha fatto, ma siamo miliardi su questo mondo e veramente pochi di noi lasciano il segno; in senso meno lato possiamo considerare un "atto" la famiglia che abbiamo deciso di creare con la propria compagna o compagno e i figli che praticamente sono l’unico segno tangibile del nostro passaggio su questa terra. Questo sa però di bilancio, ma se vogliamo raccontare o ricordare il proprio quotidiano? Ci sono i ricordi: memorie, foto, oggetti. E’ incredibile pensare come una cartolina possa far tornare alla mente un viaggio in treno di anni prima o come una canzone possa rievocare l’amore di un’estate. Avete mai sfogliato i vecchi album di foto, non quelli della nonna: i vostri? O avete mai ritrovato casualmente un vecchio diario o i vostri vecchi giocattoli? Pensateci anche il loro odore è evocativo. Certo ci sono tanti tipi di ricordi, ci sono quelli allegri, quelli tristi, quelli divertenti, quelli amari, quelli imbarazzanti. Ci sono quelli dolorosi. Non ricordo con chi, ma qualche giorno fa parlavo con qualcuno a proposito di capitoli della propria vita su cui è doloroso ritornare: li ho anche io; personalmente ho sempre pensato che se nel passato ho fatto delle scelte le ho fatte perché ero convinto che fossero giuste. Inevitabilmente, però, si può ferire qualcuno o restare feriti: è questo che rende per me un ricordo doloroso; non vanno certo dimenticati, servono da monito, servono a crescere.

In seguito allo sfratto, i nuovi proprietari sono stati molto concilianti e ci hanno permesso di rimanere fino a fine mese e oltre, per permetterci di cercare con comodità una nuova sistemazione; non nello stesso appartamento però, in uno vicino. In questi giorni ho quindi effettuato il trasloco smontando la stanza dove ho abitato per più di dieci anni. Prima di portare inutilità nell’altra casa (e in previsione di un successivo trasloco) ho vagliato ogni singolo pezzo di carta: ho fatto un viaggio di dieci anni. La mappa del primo giorno di Università, ricordo quanto fu complicato trovare la prima volta l’aula; il biglietto di viaggio per Pisa quando partecipai al CIPS (Campionato Italiano Programmi Scacchistici), ricordo che ci chiudemmo nello scomparto con le cinture per paura dei ladri; le cartoline di una mostra di fumetti di un caro amico e coinquilino, ricordo le nottate passate ad aiutarlo o a ridere e parlare; le foto delle ragazze che ho amato e da cui sono stato ricambiato (almeno per un po’ di tempo! ;)); un topolino di peluche ricordo di un mesiversario; i biglietti dei concerti visti, ricordo le scarpinate per ritornare in centro; insomma 10 anni di vita, episodi che avevo dimenticato, facce o persone che non ricordavo nemmeno di avere frequentato. C’erano anche i ricordi meno belli, è stato doloroso, ma è stato bello ricordare. Mi sono ripromesso di fare più foto d’ora in poi.

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mercoledì 12 marzo 2008

Qualcuno doveva pur dirglielo



Sapete che non ho amici standard, sapete che ho un coinquilino che crede in una sua cabala riveduta e corretta, non so se sapete che ne ho un altro che ha una sua religione ottenuta mixando Buddismo, tango e Jovanotti (non scherzo)...

parlando di come recuperare i soldi dal vecchio padrone di casa
coinquilino cabalista:"[...] sono con voi sempre e comunque, ma non voglio farmi coinvolgere nella sua orbita malvagia, non voglio arrecargli un danno che poi danneggi me...ma sono con voi"
io:"... mi sembra un discorso del tipo armatevi e partiamo..."
coinquilino cabalista:"no, no per carità... lo sai che io nella cabala ci credo, diglielo tu che il libro l'hai letto..."
coinquilino buddista-tanghero-jovanottiano:"Secondo me... quel libro è una stronzata!"

segue risata e standing ovation, sotto lo sguardo allibito del coinquilino cabalista...

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