Qualche sera fa sono stato invitato a cena a casa di un’amica; unico uomo tra quattro donne (cinque se contiamo quella che ci ha raggiunto dopocena) le osservavo nello stesso modo in cui un urologo osserva un ermafrodito: curiosità scientifica! Perché se pensate ci potesse essere altro da parte mia, vi sbagliate, la magia da "beato tra le donne" è passata non appena la prima ha cominciato a ruttare più forte di me! D’altra parte lo stesso si può dire del loro interesse nei miei confronti: se pensate che una ha descritto minuziosamente il suo viaggio nel sito della Durex alla scoperta di giocattolini piccanti, piuttosto che improvvisare una qualche orgetta casalinga con il sottoscritto, capirete che mi vedono come un piccolo monciccì! Detto questo vi convincerete che sono oggettivo e che il fatto che leggano questo blog non influenza in alcun modo i miei giudizi: le guardavo, dicevo, e le trovavo carine, spigliate, divertenti, in carriera (o quasi…), eppure single (o quasi…). Non conosco nel dettaglio le loro storie (e ovviamente non ne scriverei qui), ma da quello che mi hanno raccontato hanno avuto pessime esperienze con il sesso maschile che dai loro racconti ne esce sempre a malo modo; la varietà è ampia: uomini addormentati, indecisi, insensibili, timorosi di impegnarsi, già impegnati, gelosi a senso unico e via così. Eppure io conosco diversi ragazzi (non molti, è vero) in gamba: seri, con la testa sulle spalle, divertenti, colti, fantasiosi, a loro volta lasciati da (o all’inseguimento di) ragazze superficiali, insicure, vuote.
Personalmente non ho mai creduto alle centinaia di analisi sociologiche sul rapporto uomo donna: insomma al "l’uomo di oggi è in crisi", "le donne sono più intraprendenti e l’uomo è inibito", "il femminismo ha fallito: ha lasciato alle donne l’atteggiamento più triviale dell’universo maschile"; intendiamoci hanno un fondo di verità, ma sono troppo generiche, poco applicabili nella vita reale alle mie storie o a quelle delle persone che conosco o di cui leggo i blog. Non credo al colpo di fulmine: un rapporto va costruito e cementato, ci vuole impegno e dedizione: è quasi un lavoro! E tutti noi siamo alla ricerca della persona giusta; certo, il problema è capire cosa si intende per persona giusta, ma è evidente che ne siamo tutti alla ricerca. Perché parliamoci chiaro: io uomini intimoriti da un rapporto non è ho conosciuti mai, gelosi del successo della ragazza sì, ma inibiti o spaventati no, se un uomo conclude un rapporto (o non lo istaura o cerca qualcosa di meglio) è perché non è convinto della ragazza in questione, punto; discorso maschilista, lo so e me ne vergogno, ma che si riscontra nella vita reale. La ragazza è troppo disinibita? Non mi metto con un puttanone, che direbbe la gente!? La ragazza è troppo fragile e insicura? Non mi metto con una che devo dividere con lo psichiatra! Un uomo ci 'prova' se ha qualcosa di interessante da conquistare e non a prescindere: certo esistono quelli che ci provano sempre, ma ci proveranno anche quando saranno felicemente accoppiati!
Mi rendo conto di avere fatto degli esempi generici come quelli criticati poco prima, ma se applicate la massima in questione ad ogni caso reale vedrete che i misteriosi comportamenti maschili tanto misteriosi non sono e soprattutto non sono esclusivamente comportamenti maschili! Nessuno conosce ragazze che escono (è un eufemismo) contemporaneamente con più ragazzi, salvo poi riservarsi di scegliere o peggio ancora scegliendo, ma mantenendo in bilico i rapporti perché "non si sa mai"? O ragazze che pur consapevoli della distanza che gli amori nati in chat impongono, spariscono ma non prima di un weekend lungo di sesso perché "quando mi ricapita"? Questo ha creato in entrambi i sessi un sano terrore non già di impegnarsi, ma di essere rifiutati. Ho visto ragazzi non farsi avanti e fare scemare storie per paura che la ragazza in questione poi li lasciasse: è come non comprare una casa a buon prezzo perché sai che prima o poi dovrai rifare il tetto! Ho visto storie mai iniziate sfociate in amicizie distorte. Ho visto coppie mettersi insieme all’insaputa degli amici comuni più intimi e continuare a negare di fronte all’evidenza per paura che una volta finita non si possa più essere amici. Quindi mi chiedo se questo ambiguo atteggiamento è comune a entrambi i sessi, perché mi sento sempre dire che è colpa di noi uomini? L'atteggiamento di chi, donna, si aspetta di essere accalappiata o abbordata a prescindere, non è altrettanto patetico di chi, uomo, pur di non dare spiegazioni, non si fa semplicemente più sentire?
Dopo partitona a briscola (visto? Nemmeno a "scopa" hanno voluto giocare!) fino a tarda notte, sulla strada di casa ho preso qualcosa da bere con una di loro e tra le risate è venuto fuori la figura del trombamico teorizzata in questo blog; insomma un amico con il quale si instaura un rapporto di tipo esclusivamente sessuale, ma non sentimentale. La figura ha riscosso un notevole successo e nei commenti non sono poche le ragazze che affermano di averne uno, salvo poi precisare che l’importante è non innamorarsene anche se alla fine è probabilmente l’uomo che le conosce meglio, con cui ci si relaziona in maniera migliore. Mi domando due cose, la prima è: se tutte (o quasi) cercano comode situazioni poco impegnative, perché poi se ne lamentano o si piangono addosso perchè non trovano uno straccio d'uomo? La seconda è: appurato che il trombamico venga scelto in maniera piuttosto superficiale (il primo ragazzo carino a cui la situazione va bene) che con il tempo lo si impara a conoscere e ad apprezzare al di là dell’aspetto sessuale e non si pretendono da lui chissà che meraviglie, non ci si può relazionare in egual modo con l’intero universo maschile, senza paranoie, ipocrisie e patemi, semplicemente, senza pretendere di aspettare il principe azzurro; semplicemente proponendosi per ciò che si è e imparando ad apprezzarci?
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