mercoledì 18 febbraio 2009

Non hanno ascoltato il testo o l'ha modificato al volo?

Lo ammetto: amo celebrare le solenni liturgie televisive. Sanremo compreso. Ho ascoltato, con molta curiosità insieme a coinquilino musicista (che mi ha fatto notare quanti cantanti abbiano stonato) la famigerata canzone di Povia. Per quei pochissimi che non ne sappiano nulla ricordo che la canzone "Luca era gay" è stata di oggetto di pesanti accuse da parte dell'arcigay: la canzone avrebbe parlato di un ragazzo gay che guarisce dall'omosessualità dopo avere incontrato la donna della sua vita. La canzone è molto gradevole e orecchiabile, anche se sapeva di già sentito (forse il rap di Moro?). Ascoltato il testo mi pongo alcuni interrogativi. Il testo dice espressamente che il ragazzo non ha fatto cure, non è andato da dottori ne da psichiatri, ne che è guarito o si e convertito. E allora perchè tutto questo casino? In effetti ascoltando la canzone si sente la storia di un ragazzo, Luca, vessato e soffocato da una madre oppressiva e delusa dal proprio marito assente. Luca, terrorizzato che tutte le donne siano tremende come la propria madre, trova prima conforto tra le braccia di un uomo e poi, conosciuta una donna fantastica, tra le braccia di quest'ultima. Al di là della palese banalità, del qualunquismo del testo e delle idee bislacche dell'autore in materia di omosessualità, penso che l'accento polemico non sia da porre tanto sul presunto cambiamento di orientamento sessuale quanto sulle cause! Insomma, a mio modo di vedere, ad inca##arsi qui dovrebbero essere le mamme e le femministe di mezzo mondo, non gli omosessuali. Quanto al titolo Povia ha quasi ragione, Luca non era gay: era bisessuale!

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martedì 17 febbraio 2009

Altro giro altra corsa

Superati in scioltezza impegni, imprevisti, affanni, gioie e dolori che il nuovo anno mi ha posto davanti, ho finalmente un po' di tempo da dedicare al blog. È curioso notare come questo sia nato principalmente per riempire il (poco) tempo libero e come contemporaneamente il mio (poco) tempo libero sia svanito!

Nell'avvicinarsi del secondo compleanno avevo pensato a cambiamenti più o meno radicali, ma pensandoci sopra alcuni di questi progetti si sono ridimensionati.

Avevo pensato a cambiamenti grafici e strutturali, ma non ho proprio voglia di imparare l'xhtml e posso benissimo vivere senza una seconda colonna e delle pagine statiche "alla wordpress". Quanto alla grafica sono un amante dello stile minimal, quindi al massimo eliminerei qualche altro gadget.

Avevo pensato all'introduzione di alcune nuove deliranti rubriche, ma non essendo costante morirebbero prima di nascere; piuttosto vorrei impegnarmi ad essere più costante nel postare (almeno un post a settimana). Il fatto è che quando non ho tempo le idee mi sommergono, quando invece ho tempo ho altri pensieri. Devo imparare  sfruttare meglio la funzione che permette di scrivere un post ma pubblicarlo nei giorni successivi.

Il blog non diventerà mai monotematico, ma avevo pensato di inserire più articoli di tecnologia, soprattutto di teoria dei giochi. Questo anche in vista di un radicale potenziamento dell'altro sito. Ad ogni modo i post sulla sgangherata vita mia e di chi mi circonda non mancheranno. Anche perché c'è parecchio da scrivere!

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martedì 3 febbraio 2009

Mi chiamo Nicola e sono un caffeinomane

che il mio regime alimentare fosse totalmente sballato era cosa nota che ne potessi trarre anche vantaggio no...

televisione: "il premio Nobel Luc Montagnier parla delle regole d'oro per vivere sani e a lungo"
io: "Beh ovvio, saranno: attività fisica, verdure, frutta... cose che io evito accuratamente"
coinquilino medico: "Beh con tutto il caffè che prendi: quello è un ottimo antiossidante"
io: "ed è per quello che sono ancora vivo!"

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martedì 27 gennaio 2009

Tipi da Agenda


Anche quest’anno ci ho provato. Stavolta non la ho nemmeno comprata, ne hanno dato una carina a mio padre che ne aveva già diverse e che mi ha regalato: piccola, sobria, funzionale. L’ho presa, l’ho sfogliata, ho controllato che il Natale venisse festeggiato sempre il 25 dicembre in ogni nazione, se il cambio centimetro/pollice fosse sempre costante (non si sa mai: metti che Obama decida di cambiarlo, ci fregherebbe nelle esportazioni); vi ho scritto sopra nome e cognome, indirizzo, numero di telefono e di cellulare, mi sono divertito a staccare gli angoli traforati fino alla data corrente e l’ho posata. Oggi a meno di 36 ore di distanza, mentre scrivo, non ricordo nemmeno dove!

A me piacerebbe essere una di quelle persone organizzate che pianificano, che usano i diagrammi di gantt anche per il proprio matrimonio, insomma un tipo da agenda. Non ci riesco, è più forte di me. Il bello è che io di prodotti di cartoleria in genere ne vado matto, mi incuriosiscono, certo non come gli utensili da cucina, ma ci siamo quasi. Per la verità io un tipo da agenda non lo sono mai stato, anche a scuola, avevo il mio bravo diario, ma non ci scrivevo sopra: i compiti li segnavo direttamente sul quaderno della materia in questione. Segnavo solo qualche compito in classe. Eppure convivono in me come in un moderno dottor Jekyll due anime: quella razionale dello schedulatore e quella romantica del disordinato; esse si scontrano in ogni aspetto della mia vita. Prendiamo per esempio questo blog. Nato per pubblicare dei miei scritti sulla computer chess, contiene adesso post sui più disparati campi dello scibile e aggiornamenti sulla mia bislacca vita; progettato per un post a settimana è diventato presto totalmente aperiodico e indisciplinato. Io ci avevo provato, avevo fatto pure un incredibile foglio Excel con la lista dei post da pubblicare suddivisa per argomenti, con un bellissimo grafico per capire se non ci fossero eccessi di post su un certo argomento. È ancora nella cartella documenti del portatile, almeno credo. Sono sempre stato disordinato… disordinato, ho un mio ordine sono gli altri che non lo capiscono, ma questa mancanza di organizzazione mi preoccupava. Fino ad oggi. Oggi ci ho pensato e ho intuito: se non lo faccio io può sempre farlo qualcuno per me! Dopo una attenta, introspettiva, e profonda analisi interiore ho capito: io non sono tipo da agenda, io sono tipo da segretaria gnocca.

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martedì 6 gennaio 2009

Sogno di una notte di inizio Gennaio


Poi dicono che le festività ti fanno riposare: io sto peggio di prima! Dovete sapere che io non faccio sogni comuni. Non fraintendete, niente di sciamanico o di premonitore, niente divinità celtiche che mi chiedono di ristabilire l’ordine nel mondo, ne nani che parlano al contrario rivelandomi chissà che cosa. Nulla di tutto questo. Tutti sappiamo che i sogni sono strani, ma i miei lo sono di più: io sogno veri e propri film, con tanto di titoli, colonna sonora e recensioni. Non facendo uso di droghe non fumando e non abusando di alcol ho sempre attribuito la mia vena onirico-cinematografica a cene troppo abbondanti. Quest’anno causa coincidenze astrali sono stato costretto a partecipare a lauti banchetti praticamente tutte le sere dal 24 in poi. Cosi l’altro ieri sera è venuto fuori un altro sogno-film. Non è il primo e devo essere onesto, non sono nemmeno malvagi. Una volta per esempio sognai la storia di una cane, mascotte di non so bene che reggimento americano, durante la Seconda Guerra Mondiale; il film, visto attraverso gli occhi dell’animale, raccontava del lungo viaggio del quadrupede dall’Africa ai Balcani per ricongiungersi con i soldati dai quali si era separato durante una battaglia. Un’altra volta sognai una sorta di Indiana Jones in cui l’oggetto del mistero era un fantomatico Tempio della Mela Cotta. Quello dell’altra sera, però li supera tutti a partire già dal titolo: “La maestra Giovanna e gli Anturiani”. Il film era a metà strada tra il porno e la fantascienza americana di serie B alla Ed Wood. Avete presente i film come Blob o Il ritorno dei Pomodori assassini o quelli del ciclo dei Conigli Mannari? Bene incrociatelo con “Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda”, aggiungete un pizzico di “Faster Pussycat, Kill! Kill!” mantecate con una spolverata di Soderbergh e avrete un'idea di quello di cui parlo! Ora non vorrei che pensiate che stia facendo passare un sogno sconcio per chissà quale onirica creazione, il lato porno si evinceva dal fatto che la protagonista, la maestra Giovanna, girava per lo spazio vestita soltanto di un graziosissimo cerchietto e doveva trasportare non so bene che linfa da un pianeta all’altro; linfa “estratta” da un mostro dai fallici tentacoli grazie a … beh avete capito, spero. Il film aveva i toni della commedia sexy all’italiana, splendida una delle battute del film che ancora ricordo:

maestra Giovanna: “Voi Anturiani venite da Anturium?”
Anturiano: “No da Vega!”
maestra Giovanna: “Ma come? non vi dovreste chiamare Vegani?”
Anturiano: “Che c’entra? Gli Italiani mica vengono dal pianeta Italiam!”

Il sogno si concludeva con la visione di una pagina di wikipedia dedicata al film con su scritto che “la maestra Giovanna e gli Anturiani” diventato film culto, era finito nel Guinness dei Primati per il numero di Razzie Awards vinti. La pagina delle citazioni riportava il memorabile scambio di battute finali:

Tipa non meglio identificata: “Adesso potrò tornare da mio marito”
Lungo e lento zoom sul primissimo piano della maestra Giovanna
maestra Giovanna: “Almeno tu, i tuoi mariti li riconosci!”

Mi sa che dal 7 inizierò un lungo digiuno purificatore...

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giovedì 1 gennaio 2009

Capodanno 2009

Che 4 S riempiano il vostro 2009: Soldi, Salute, Successo e... Sesso!

Buon Anno!
Happy New Year!

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giovedì 25 dicembre 2008

Natale 2008

Buon Natale!
Merry Christmas!

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venerdì 19 dicembre 2008

Post-It dicembrino



Trovare un po' di tempo per scrivere un post sulle tue peripezie Torinesi.

Tacere sulla vicenda di quando mi è caduta la chiave magnetica dell'albergo sotto il tavolo di due Gran Maestri che giocavano a Scacchi ripresi dalle telecamere Rai.

Tacere anche su come sei riuscita a recuperarla.

Sentita l'altra sera, un po' scurrile, ma ottima metafora della vita:
tre topi, in un locale, stanno facendo l'happy hour; due ubriachi e uno sobrio
topo ubriaco 1:"A me il mio Padrone... hic!... mi fa una pippa: mi mette il formaggio nella gabbietta... hic!... e io levo il formaggio, me lo mangio e gli tiro la gabbietta addosso! hic!"
topo ubriaco 2:"Ma smettila...hic!...A me il mio Padrone mi fa...hic!... due pippe: mi mette il veleno per topi davanti casa...hic!... io lo raccolgo, chiamo degli amici per organizzare un festino e...hic!... lo sniffiamo alla faccia sua!"
topo sobrio:"Si va bene, siete fortissimi, ma ora andiamo che vi riaccompagno a casa: tra mezz'ora devo incularmi il gatto!"

Evitare di scrivere qualcosa sul caso di Eluana Englaro. Diritto alla vita, diritto alla morte? Esiste una risposta 'corretta'? Non credo. L'unica cosa seria e non strumentale che si dovrebbe fare è legiferare immediatamente sul testamento biologico.

io: "[...] diceva che non riusciva a sfondare non perchè non avesse talento, ma perchè non era raccomandato, così non riuscendo a sfondare qui se ne andò in America dove si aprì uno studio tutto suo, ho saputo che un uragano glielo ha spazzato via e la linea dell'alta tensione che passava lì vicino ha innescato un incendio in cui ha perso tutto"
amico: "insomma Dio gli ha detto: non è cosa tua!"

Sii serio con te stesso: evita di fare propositi per il prossimo anno, tanto sai già che non ne realizzerai nemmeno uno e quello che riuscirai a fare saranno cose assolutamente imprevedibili!

Programmare un viaggio con immersione a Lourdes, però: dopo che la bettola in cui vivevi è stata ristrutturata, il fatto che si sia rotta la colonna degli scarichi fognari inondando di liquami l'appartamento venti minuti prima di ritraslocarvi nuovamente è un segno che non devo sottovalutare.

Evitare di ridere ancora a questa scena: il tuo arrivo a Torino non è stato da meno!

Uscito dalla spirale della pasta fritta, uscito dalla spirale del Bailey's entrato in quella della cioccolata calda con pandoro!

Il nuovo Ricordi è un casino: troppe cose in troppo poco spazio.

Ho letto che fare troppo sesso provoca l'infarto. Sono contento: camperò cent'anni!

Pensare alla frase culto di quest'anno; in pole-position: "Ricordati che il viola è il nuovo nero!"

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martedì 2 dicembre 2008

Mizar goes to Turin - writing Mizar 4.0 part 1

english version soon

Nell'ambito della manifestazione "Scaccomatto 2008" la Società Scacchistica Torinese ospita la Chess Computer Cup 2008 a cui Mizar parteciperà. E' stata l'occasione per mettere di nuovo mano sul codice del programma, revisionandolo. Avevo già pronta una nuova versione, ma a causa del furto del portatile ho praticamente perso tutto e ho dovuto ricominciare da capo. Non tutto il male viene per nuocere, memore della passata esperienza ho potuto fare un'analisi preliminare del programma creandomi uno scheduling per il lavoro. Certo non sono ancora riuscito, come mi ha consigliato un amico, ad implementare il comando "gioca la mossa migliore" e nemmeno "gioca una mossa che faccia confondere il tuo avversario", ma ci sto lavorando! Ho iniziato, questa volta, dalla funzione di valutazione statica. Ho cercato di renderla più snella e veloce. Dal punto di vista teorico le aree che voglio coprire sono:

  1. La sicurezza del re
  2. La correlazione di materiale
  3. la struttura pedonale

Nei precedenti programmi mi affidavo a delle euristiche che per numero e complessità rendevano il programma ingestibile e sospetto mal si coordinassero. Questa volta ho cercato di creare un modello semplificato e trovare degli indici facilmente calcolabili che mi diano una metrica approssimata per gli ambiti di conoscenza che voglio coprire. Ho cercato di rendere la funzione continua e progressiva. I pochi parametri saranno poi ottimizzati da un meccanismo di auto-ottimizzazione (autotuning) che sto mettendo a punto da qualche tempo. Ispirandomi al sistema di learning di Deep Thought ho raccolto un considerevole numero di posizioni di partite magistrali con relativa mossa migliore e/o da scartare. Per ogni posizione tengo traccia della valutazione che da il mio programma della mossa in questione, calcolando la distanza tra la questa e la prima (quella che poi verrà giocata); l'idea è quella di minimizzare tramite un algoritmo di gradient descent la funzione somma di queste distanze. Minore è l'indice, maggiore la corrispondenza con le mosse magistrali. Per evitare un problema di sovradattamento al campione (il programma diventa si bravo a risolvere le posizione, ma solo quelle!) sto usando un grosso numero di posizioni (oltre 6000) e tengo traccia delle varie iterazioni dell'algoritmo. Organizzando un torneo tra i vari programmi con differenti parametri sceglierò il migliore: il problema è ovviamente il numero di partite necessarie per avere risultati statisticamente validi (vedi il post How to test a chess engine). Mizar, all'interno della funzione di valutazione calcola:

  1. Il materiale presente sulla scacchiera: con bonus per la coppia di Alfieri su caselle di colore opposto, correzioni al valore dei Cavalli e delle Torri ispirate all'articolo di Kaufman (ora nel team di Rybka) e dei bonus per evitare i "bad trades" (cavallo per tre pedoni)
  2. I pedoni passati vengono premiati in funzione della distanza dalla casa di promozione e dal fatto che siano o meno protetti
  3. I pedoni deboli (doppiati, isolati, arretrati) vengono penallizati progressivamente in funzione del fatto che siano solo una debolezza o siano anche bloccati e quindi attaccati
  4. Per i cavalli, gli alfieri e le torri vengono calcolate diverse mobilità pesate, nel computo totale, con diversi parametri
  5. Per ogni pezzo viene attribuito un valore funzione della sua posizione e della posizione dei due re. Invogliano così i pedoni centrali e le torri ad avanzare, i cavalli, gli alfiri e la regina a centralizzarsi. Viene poi calcolato un valore funzione della distanza tra il pezzo e i due re. Per i cavalli viene usata una tabella precalcolata, per Torri e Alfiere è usata la Distanza Manhattan, per Re e Regina la Distanza Chebyshev.
  6. La sicurezza del Re è calcolata contando gli attacchi delle caselle attorno al Re.

Una funzione di questo tipo ha reso necessario l'uso di tabelle di attacco: grandi matrici in cui è memorizzato per ogni casella quale pezzo sta attaccando la casella in questione. Pe5r ottimizzare il tutto, considerando che in Mizar la funzione di valutazione è chiamata solo duramnte la quiescenza ho pensato bene di riscrivere il generatore di catture per sfruttare i dati presenti nelle tavole. Il debug del nuovo generatore e la parziale riscrittura di quello generale ha reso necessaria l'implementazione del nuovo comando divide che per ogni mossa alla radice ritorna il numero di nodi sottostanti. Insieme al perft, il divide si è rivelato un ottimo strumento di correzione. Sul sito (che verrà aggiornato dopo il torneo) troverete presto le posizione utilizzate e i valori calcolati, utili come riferimento. Ho scritto anche una piccola routine per il calcolo di numeri casuali con distanza di Hamming prefissata, attualmente funziona solo su Windows Xp o Vista dato che utilizza le nuove API crittografiche, Mizar ha infatti un nuovo set di numeri di Zobrist a 64 bit con distanza minima 24 e distanza minima 10 nella parte a 32 bit usata nella cache della funzione di valutazione. I risultati avuti usando la rand() della libreria C sono stati tragicomici e meriterebbero un post a parte. L'algoritmo di ottimizzazione è stato eseguito solo dopo avere implementato tutte le tecniche di pruning statico e dinamico di cui parlerò nel prossimo post. Torno a programmare!

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venerdì 21 novembre 2008

Fratelli d'Italia

Per chi non lo sapesse, settimane fa, è cominciata al Kalesa la nuova stagione jazz
amica patita di musica [parlando al telefono durante una pausa del concerto]: "[…] si sta piacendo a tutti il concerto… certo anche a Nicola, infatti è uscito fuori…"
io: "E’ che mi ha emozionato e non volevo disturbare con i singhiozzi!"

In fatto di musica io sono una capra. Questo è purtroppo un dato assodato. In effeti ho sempre sottovalutato l’importanza che ha avuto nella mia vita. Una volta amica patita di musica mi disse una cosa che ancora ricordo, suonava pressappoco così: "mi basta essere nella mia macchina, indipendente e con la mia musica a tutto volume e sono una donna felice", certo ognuno gode come può, eppure devo ammettere che nel bene e nel male la musica ha ampio spazio nella mia vita anche se nella mia mente non ha mai avuto lo stesso peso di altre mie grandi passioni, come i fumetti per esempio. Pensavo a ciò giusto ieri durante la presentazione dell’ultimo fumetto di Sergio Algozzino: "Ballata per Fabrizio De Andrè". L’opera, pubblicata per i tipi della Becco Giallo, è un vero e proprio tributo fumettistico alla figura del cantautore genovese, disegnato da una persona che prima di tutto è un appassionato ascoltatore delle sue canzoni. La passione di Algozzino per il celebre cantautore è evidente nell’impianto della storia, non ha voluto descriverne la vita o sceneggiarne una canzone, ma ha cercato di far capire al lettore il messaggio della poetica di De Andrè e il ruolo che le sue canzoni hanno avuto nella propria vita e molto probabilmente in quella di tutti i suoi fan. Lungo quattro atti-capitoli, l’autore immagina che i personaggi più famosi delle canzoni del Nostro prendano vita e coscienza di sé e confrontandosi fra di loro decidano di accomiatarsi per sempre dal loro creatore. Delicata la scelta di ambientare il tutto in uno spazio senza tempo ne riferimenti che sia la mente dell’autore o di chi legge o si tratti un vero spazio metafisico, non ha importanza, il lettore è subito trascinato dal tentativo di individuare nei vari personaggi e nelle parole da loro pronunciate le canzoni amate. Delicatezza che traspare anche nell’utilizzo del particolare segno grafico, lontano forse dai gusti di chi legge Manga o Comics Americani o fumetti Disney: solo un chiaro e leggero segno di lapis e pochissimo tratteggio. Il tributo si conclude con una struggente poesia di François Villon affidata al suonatore Jones. L’idea che le canzoni vivano di vita propria e che in fondo appartengano più a chi le ascolta che a chi le crea, idea comune oltre che banalotta, mi balenava giusto ieri sera quando dopo i filmati introduttivi sulla figura del cantautore genovese, io stesso mi trovavo a canticchiare le sue canzoni, durante il momento musicale in cui lo stesso fumettista, accompagnato dalla pianista Vivi Lanzara, cantava alcune delle più celebri canzoni di De Andrè. Mi stupivo di conoscerle tutte! Se poi lo collegavo al fatto che la mattina mi avessero anche "salvato"...

Nel nuovo appartamento duplex in cui abito temporaneamente io e coinquilino medico, condividiamo le tre stanze comunicanti e passanti più bagno del piano superiore, giusto ieri mattina per un caso fortuito mi ha chiuso nell'ultima stanza, quell comunicante con il bagno in cui mi trovavo ed è uscito. La situazione era tragicomica: non avevo cellulare, non c'era una finestra da cui poter comunicare con la strada (solo un piccolo areatore) e dovevo uscire immediatamente; potevo solo sfondare la porta o sperare che coinquilino musicista sentisse le mie urla al piano di sotto. Provo a chiamare, ma mi trovavo nella parte più distante dalla tromba delle scale, realizzo che la sua stanza si trova proprio sotto di me provo a "bussare" sul solaio, sperando che non sia uscito. Niente il rumore e coperto e confuso con quello dei martelli degli operai che lavorano nel nostro ex appartamento. Qui la folgorazione, prendo il bastone del mocio e comincio a cantare e a battere ritmicamente: "popporopò poppò poppopopopopò - popporopò poppò poppopopopopò -paraparàpapapa papapa papa papò - frateelliii d'Itaaaliaaa, l'itaaaliaaa se de-esta...".

Credo che coinquilino musicista, quando mi ha liberato non abbia riso fino alle lacrime in mia presenza, per pietà!

Per maggiori informazioni sul fumetto ecco il sito dell’autore.

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giovedì 6 novembre 2008

Superego


Più volte vi ho confessato di avere un ego abbastanza sviluppato, diciamo che ho molta stima di me stesso. Forse pure troppa. In effetti non è che i fatti mi diano sempre ragione, tutt'altro, ma sapete com'è? Bata ripetere un cosa molte volte in maniera convinta che la gente poi ci crede! Il problema è che a volte io stesso ne sono vittima, un esempio? Qualche giorno fa sono stato oggetto di uno scherzo, beh di un tentato scherzo, ma andiamo per gradi. Era la notte di Halloween e si chiacchierava su come terminare la serata quando uno degli amici se ne esce con: "Perchè non andiamo a vedere se il fantasma della suora ci parla?", incuriosito e non conoscendo la leggenda in questione insisto perchè si vada, non capendo di avere dato il via allo scherzo ai miei danni. Mi raccontano che presso la fontana dei draghi spesso si manifesti il fantasma di una suora. Personalmente non credo a maghi, oroscopi, fantasmi, draghi e affini: sono talmente concreto da sfidare il nichilismo, ma mi incuriosiva capire che fenomeno fisico potesse dare la suggestione del fantasma. Arrivati alla fontana, eravamo circa in otto, uno dei ragazzi comincia a invocare ad alta voce la suora mettendosi in un punto ben preciso. Divertito e tenendomi a distanza, fischietto la musica di "x-file". Osservo la fontana: è del 1600 e non sembra che sia stata costruita al posto di un monastero come mi avevano detto, è troppo piccola e affiancata da due edifici coevi; mi informano anche che non vedrò nessuno spettro, ma sentirò solo una voce. Dopo alcuni minuti, proprio mentre sono più vicino al punto si cominciano a sentire dei rumori indistinti. Li per lì penso ad un gatto, da dietro la fontana spuntano degli alberi che fanno pensare ad un giardino posteriore, ma il rumore diventa più distinto e si intuiscono delle parole. Mi sento chiamare per nome: capisco che è uno scherzo, ma non come è messo in atto, non ho prove. Noto che non tutti sono vicini a me, ma che alcuni, con la scusa di essere impressionabili, si sono posizionati esattamente dall'altro lato della fontana. Penso: "vuoi vedere che c'è qualche fenomeno acustico legato alla forma parabolica del muro posteriore della fontana? Tipo orecchio di Dionisio...", scruto meglio i tipi che erano con me e mi dico "con quelle facce è impensabile che usino sistemi così raffinati!". Le penso tutte: un cellulare nascosto, ma anche se troppo buio non vedo nulla; un amico nascosto, ma siamo tutti lì; mi rivolgo ad un amica dicendogli sottovoce: "ho capito che è uno scherzo, ma non come fanno", l'amica sorride e tace. Continua il surreale dialogo, ad un certo punto però ci interrompiamo e ci allontaniamo un paio di metri, noto che un amico si riavvicina al punto in cui sentivamo la voce per invocare nuovamente la suora, penso che lo faccia per dare maggior credito allo scherzo, lentamente, di soppiatto mi avvicino alle sue spalle sussurrandogli "bu!": l'amico salta per aria rischiando l'infarto. Metto la mano sul suo cuore che pulsa come un martello pneumatico: la cosa mi lascia perplesso; ero convinto che fosse lui ad averlo architettato, che non ne sappia niente? Che mi sia sbagliato? Si avvicina un camion dell'immondizia e qualcosa cade per terra proprio dall'altro lato della fontana: il rumore si sente nitido anche nel punto in cui mi trovo, dopodiché mi risento chiamare, ma riconosco la voce di un'amica che si trova giusto dall'altro lato. Incredulo, più per la sottigliezza del fenomeno sfruttato che per altro, comincio a ridere con il "fantasma" fino a che un'amica sbotta: "ve lo dicevo che non funzionava con lui, fosse un decerebrato capirei, ma giusto lui, visto che se lo è sgamato subito?". Mi complimento con i ragazzi per il tentativo di scherzo (lo scherzo era ben architettato sono stato fortunato a capirlo e se fossimo stati di più e non mi avessero subito chiamato per nome non ci sarei arrivato così presto) e mi faccio raccontare di altre vittime dello stesso scherzo. Riattraversano tutti per riprendere le macchine, tranne me che mi avvicino alla fontanella di acqua potabile. Sento chiamarmi da dietro le spalle. Giuro. Raggiungo gli amici e chiedo: "Ok e ora come avete fatto?" e uno di loro: "Si dai! Ora vuoi farci credere che hai sentito qualcuno. Hai sgamato lo scherzo, ma ora tu da solo vuoi fare lo scherzo a noi? Non esagerare...". Mi giro e la strada è deserta: ho sgamato lo scherzo, ho fatto saltare per la paura uno di quelli che me lo avevano architettato e ora pensano che io voglia infierire! Io però la voce l'ho sentita...

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mercoledì 5 novembre 2008

Obamamania

"Bello bello Obama ha vinto, ma io sempre alle sette mi devo alzare domani mattina"

"Pazzesco il numero di commenti su facebook che gioivano per Obama, neanche fosse il nostro primo ministro"… è vero! Ne ho fatti anche io: potenza della comunicazione?

Patetica la corsa al "Obama è amico mio" dei nostri politici sia di destra che di sinistra.

Qualcuno spieghi a Veltroni che Obama è si un Democratico, ma per la nostra cultura è un conservatore! Un esempio? E’ contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso, è un cristiano convinto e praticante: è membro dell’United Church of Christ, mette al centro della sua vita la Bibbia, quando McCain gli ha dato del "socialista" si è offeso!

La cosa che più mi ha messo tristezza non è la portata dei discorsi finali dei due candidati raffrontata alla pochezza intellettuale dei nostri politici, nemmeno vedere quandi elettori di sinistra attualmente pro Obama verranno delusi dopo un annetto di presidenza, neppure l'idea che McCain sebbene sconfitto abbia parlato di Obama come del "nostro" presidente o di come Obama abbia reso "l'onore delle armi" all'avversario, quanto il fatto che lì hanno davvero un ricambio di politici; da noi la sinistra dei Veltroni, D'Alema & c. è contenta perchè spera che "il vento giri" e la destra... ma perchè esiste una destra del dopoberlusconi?

Perché diamine in America si vota con sistemi differenti a seconda dello stato o della contea?

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AAA gemello separato alla nascita cercasi

Quest’estate ero in un noto locale, aspettando che arrivassero degli amici, mi ero seduto e occupato un tavolo

uomo: "[…] Salve!"
io [non riconoscendolo]: "Buonasera… mi perdoni non ricordo dove ci siamo conosciuti, non sono un fisionomista…"
uomo: "Sono X, ricordi: ci siamo conosciuti a casa di Alfredo, tu stavi per partire per Hong Kong"
io: "Mi spiace, ma non conosco nessun Alfredo e non sono partito per Hong Kong; mi starà confondendo per qualcun altro. Io mi chiamo Nicola […]"

Il tipo si scusa, ma continuiamo a chiacchierare sullo spettacolo che ci sarebbe stato da lì a poco; qualche giorno dopo, durante un concerto jazz rincontro la stessa persona e, da lontano, ci salutiamo. Sarà che abiterà vicino casa mia, ma da allora lo vedo molto spesso e ogni volta, da lontano, ci scambiamo un segno di saluto. Curioso. Un mese fa passo davanti un negozio di vestiti sotto casa mia, negozio nel quale non sono mai entrato e mi sento salutare da quello che sospetto essere il proprietario. Non ci faccio caso. Giorni dopo passo lì davanti con mio fratello e mi sento salutare come "Signor De Luca". Essendo di fretta non mi fermo. Da allora il tipo ogni volta che mi vede si profonde in inchini: mi saluta dall’altro lato della strada. Il punto è che mi serve un maglione per l’inverno, quelli che ho si sono ristretti (ma questa è un’altra storia); il negozio in questione è anche chic e sospetto che mi farebbero anche un forte sconto. Al di là del problema etico (prenderei in giro il tipo) c’è un problema pratico: ho pochi dati. Esiste un tipo che vive nella mia città, che mi somiglia, ha un amico di nome Alfredo ed è partito per Hong Kong. Voi lo conoscete? Magari se gli porto clienti, lo sconto aumenta...

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mercoledì 29 ottobre 2008

Isteria collettiva


Diventa legge il decreto Gelmini, il famigerato decreto 137: università occupate, studenti che protestano, Di Pietro vuole un referendum; ma perchè? Mi leggo la legge e cerco di capire. Sarà per la nuova formula dell'educazione civica (cittadinanza e Costituzione)? Mi sa di no. Allora non vogliono la valutazione con voto in decimali? Beh no al Liceo si fa già, all'università no. Sarà che non vogliono il blocco delle adozioni dei libri di testo per ridurne i costi? E perchè? Sarebbe da fessi. Allora non vogliono il maestro unico per gli scolari delle elementari? Possibile? No sarà che non vogliono il rifinanziamento dell'edilizia scolastica? Non credoproprio. Ah ecco: non vogliono riconoscimenti di abilitazione ai docenti delle SSIS e dei corsi di laurea in scienze della formazione primaria! E perché no? Il voto in condotta, è quello il problema, forse. Un momento ma io ieri ho visto un servizio alle Iene in cui mi si spiegava che il problema erano i tagli; i ragazzi di chimica non potevano comprare i reagenti, giusto i tagli, ma dove sono i tagli? Vuoi vedere che la metà di quelli che protestano non sanno che protestano contro la 133/08 già varata quest'estate? No dai non ci credo, avrò letto male il decreto Gelmini...

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martedì 28 ottobre 2008

Facebook: quando la chiacchiera da cortile diventa web 2.0


Anche io sono tra coloro che nelle ultime settimane usa Facebook. Sono iscritto, per la verità da molto tempo (credo dall'anno scorso o forse prima) spinto dal mio ex coinquilino americano, iscritto da tempo immemore, che voleva farmi vedere delle foto del suo viaggio a Madrid. Negli Stati Uniti, mi spiegava, Facebook era popolarissimo tra gli studenti universitari. Dopo essermi iscritto e avere ottenuto la mia pagina con tanto di faccione, non sono più tornato, per un semplice motivo: non capivo a cosa servisse! Una volta mi sono preso la briga di fare una ricerca di tutti coloro che avessero il mio cognome e nulla più. Fino ai primi di Ottobre. Alcuni vecchi amici che non vedo mai, mi hanno contattato tramite il sito, e li ho collegati al mio profilo, poi ho collegato i profili delle persone che frequento abitualmente, la sera, parlandone, altri amici si sono incuriositi e iscritti via via con una crescita esponenziale che proprio in questi giorni ha toccato il massimo. Per quei quattro che non lo sapessero: che permette di fare in sostanza? Ci si iscrive e si ottiene una pagina online con la tua foto e i tuoi dati, puoi caricare e far vedere delle foto, degli scritti, dei video, puoi anche aggiungere e aggiornare una frase che rappresenta il tuo stato. Tutte queste informazioni posso essere condivise con altre persone da te scelte che si chiamano proprio "amici"; ora viene il bello, il sistema provvede ad aggiornarti in tempo reale di tutto quello che i tuoi amici stanno facendo, se vuoi puoi conversare con loro tramite una chat interna, puoi mandare delle mail o puoi commentare tutto quello che fanno o che pubblicano: puoi anche intervenire nelle discussioni tra due persone, basta un click e puoi vedere tutto il "Botta e Risposta" e, se vuoi, dire la tua. A questo si aggiungono le cosiddette applicazioni: programmi scritti da terze persone che estendono le potenzialità del sistema. Puoi trovare giochini scemi, rompicapi, tamagochi on line, questionari del tipo "Quale Principessa Disney saresti?" o "Quale personaggio dei Simpson", ma anche calendari automatici per essere aggiornati sui compleanni degli amici che hai collegato al tuo profilo. Fiera della frivolezza? Certamente, ma un occhio più attento fa anche capire le potenzialità nascoste e che un utente medio subisce senza rendersene conto: molte persone famose (musicisti, attori, scrittori, ma anche politici o vere e proprie società) hanno una propria pagina (non necessariamente creata fisicamente da loro) di cui puoi diventare "fan" e tramite la quale si viene aggiornati delle attività del personaggio; ci si può anche iscrivere a dei "gruppi tematici" con tanto di forum interno e che diventano veri e propri gruppi di appartenenza ideologici o di veicolazione di idee: è di oggi, per esempio, la notizia del gruppo "Uccidiamo Berlusconi"; si possono creare degli "eventi", cioè un vero è proprio annuncio di un'attività, festa, manifestazione che si terrà in un determinato luogo ad una determinata ora, distribuito contemporaneamente e a costo zero a migliaia di utenti: non devi nemmeno tenerne traccia sarà il sistema a ricordartelo! Insomma Facebook sta diventando un vero e proprio regno del marketing virale. Sorvolando sui vari problemi di tutela della privacy, se infatti non si settano bene le opzioni in merito, il tuo profilo e conseguentemente tutto ciò che fai, scrivi o ti dicono è visibile a chiunque, anche ai motori di ricerca, andando oltre i problemi ben espressi in questo post, rimane un dubbio: perchè diamine ritornarci ogni giorno? Io una risposta me la sono data, checchè ne dicano esperti e sociologi, la verità è una: Facebook piace perchè permette facilmente di farsi i cazzi altrui! Sapere chi è single e chi non lo è, chi ha lasciato chi e chi esce con chi e dove, vedere le ultime foto e spettegolare a più non posso! Dopo avere assistito a migliaia di reality e corteggiamenti in esterna, ora ognuno ha la possibilità di osservarne uno interpretato da se stessi e dai propri amici, con tanto di nomination e dibattito in studio!

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